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Càgliari (provincia)

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provincia della Sardegna, 4570 km², 557.679 ab. (stima 2007), 121 ab./km², capoluogo: Cagliari. Comuni: 71. Sigla: CA.

Generalità

È la più popolosa e la più densamente abitata delle province della regione. Occupa l'intera sezione meridionale dell'isola e confina con le province di Nuoro e Oristano, affacciandosi a E e a S sul mar Tirreno, e a W sul mar di Sardegna. Morfologicamente è costituita da tre regioni pressoché parallele, che si dispongono in direzione NW-SE: i rilievi del Gerrei e del Sarrabus; il Campidano; e i rilievi dell'Iglesiente e del Sulcis, fronteggiati a SW dalle due isole di San Pietro e di Sant'Antioco e da vari isolotti minori.

Territorio

Nella sezione orientale del territorio il Gerrei e il Sarrabus formano una regione montuosa, dall'aspetto a tratti aspro e accidentato, che culmina a 1067 m nella punta Serpeddi; tale regione, situata al confine con la provincia di Nuoro, rappresenta la porzione meridionale delle alteterre della Sardegna orientale. Nella provincia si estende la più vasta pianura sarda, il Campidano, che, limitata a N dalle colline della Marmilla e della Trexenta, si allunga tra il golfo di Oristano e quello di Cagliari, separando nettamente i rilievi orientali dell'isola da quelli dell'Iglesiente e del Sulcis, non molto elevati (monte Linas, 1236 m), ma aspri e rudi per l'intensa azione erosiva dei corsi d'acqua sulle resistenti formazioni paleozoiche. I principali fiumi sono il Flumendosa, che attraversa il settore nordorientale della provincia, gettandosi nel Tirreno, e il Riu Mannu di Samassi o Flumini Mannu, che scende dai monti del Sarcidano e attraversa il medio e basso Campidano, sfociando, infine, nello stagno di Cagliari, nel quale si getta anche il rio Cixerri, che nasce dai rilievi dell'Iglesiente. Le principali emergenze ambientali riguardano la scarsità delle risorse idriche e la conseguente aridità di molte aree, soggette, soprattutto in estate, al pericolo di incendi. I tratti di costa più sfruttati dal punto di vista turistico sono esposti a un sovrautilizzo e al rischio di una eccessiva cementificazione, con notevoli minacce per la fauna ittica. Varie le aree protette a tutela del locale patrimonio naturalistico-ambientale, quali la Riserva Marina Capo Carbonara, che comprende l'estrema punta del promontorio omonimo, a E del golfo di Cagliari, la Riserva Naturale di Monte Arcosu, gestita dal WWF e l'Oasi Naturalistica della Giara di Gesturi, dove vive allo stato brado una razza di “cavallini” autoctoni. Alcuni comuni della provincia, siti soprattutto nella zona del Sulcis e dell'Iglesiente, sono inclusi nel Parco Geominerario della Sardegna. Il clima, tipicamente mediterraneo, è caratterizzato da estati calde e asciutte, inverni miti e relativamente piovosi, escursioni termiche stagionali poco significative (molto spesso d'inverno le temperature sono superiori ai 15 °C) e precipitazioni quasi ovunque assai scarse, se si eccettuano le parti più elevate dei rilievi. Dal punto di vista demografico, il dato negativo del saldo del movimento naturale della popolazione è compensato, in parte, dal bilancio positivo del saldo migratorio, che conta su una discreta immigrazione straniera. Va anche segnalato un flusso migratorio stagionale, in prevalenza di provenienza sarda, per soddisfare il bisogno di personale delle strutture turistiche e, di provenienza extracomunitaria, per rispondere alla necessità di braccianti agricoli in alcuni momenti dell'anno. Riguardo alle forme di insediamento, esistono alcune differenze tra le tre regioni che compongono la provincia. Il Gerrei e il Sarrabus, molto montuosi e da sempre poveri di insediamenti significativi, solo in seguito alle trasformazioni agrarie e allo sviluppo del turismo balneare si sono maggiormente popolati. Nel Campidano si è andata affermando una tipologia di insediamento sparso, non solo per i piccoli nuclei creatisi in seguito agli interventi di bonifica, ma anche per il mutato rapporto con il territorio indotto dalle nuove colture impiantatevi (ortaggi, frutta, riso, mais ecc.). Nel Sulcis prevalgono piccoli centri, spesso derivati dall'aggregazione di case attorno a vecchie dimore sparse nell'area; nell'Iglesiente, infine, la popolazione vive in prevalenza accentrata in borghi e villaggi. Cagliari riveste, quindi, un ruolo dominante nel panorama demografico della provincia, oltre che dell'intero Sud della Sardegna, concentrando più di un quinto della popolazione residente nel Cagliaritano; pochi gli altri insediamenti minori, tra cui spiccano, con funzioni urbane anche superiori, Quartu Sant'Elena, che manifesta la sua forza di attrazione sul Sarrabus, Carbonia, che emerge nella zona del Sulcis, e Iglesias, centro di rilievo dell'Iglesiente e dell'area attraversata dal rio Cixerri; seguono i comuni di Selargius, Assemini e Monserrato, nel Campidano. Cagliari svolge un ruolo nodale per le comunicazioni sia a livello provinciale sia a livello regionale. Le principali vie di transito si dipartono a raggiera dal capoluogo: la SS 130 si dirige verso W fino a Iglesias; la SS 131 è la principale arteria di collegamento tra il Sud e il Nord della Sardegna, e collega il capoluogo a Oristano e a Sassari, biforcandosi nei pressi di Ghilarza (SS 131 D.C.N.) con una diramazione che conduce a Nuoro; la SS 195 si dirige verso SE, passando per Teulada, fino a San Giovanni Suergiu; mentre la SS 125 raggiunge la costa orientale dell'isola, percorrendola fino a Olbia e a Golfo Aranci. I trasporti ferroviari, anche se un po' datati e a binario unico, trovano in Cagliari il principale nodo regionale, con la linea Cagliari-Oristano-Sassari e quella Olbia-Golfo Aranci. Il porto del capoluogo accoglie il traffico merci e passeggeri proveniente da vari porti italiani e stranieri, ed è, con l'aeroporto di Cagliari-Elmas, un punto fondamentale per i collegamenti fra l'isola e il continente.

Economia

Il settore primario si basa sull'agricoltura, legata ancora alle tradizionali colture di cereali, olive, uva da vino e mandorle, ma apertasi, in seguito agli interventi di bonifica, alla coltivazione specializzata di ortaggi a pieno campo, frutta, riso, mais, barbabietole da zucchero e fiori. L'allevamento ovino e caprino, nonostante permangano alcune aziende tecnologicamente poco sviluppate, è sempre un'importantissima fonte di reddito, specie nell'economia delle zone interne, dove – a causa del carattere montuoso del territorio – non sono possibili forme di agricoltura intensiva. Lungo le coste sono abbastanza favorevoli le condizioni per la pesca, da cui si ricavano discreti redditi (il centro di Carloforte primeggia per il numero di addetti e quantità di pescato); non meno importante è la pesca negli stagni salsi che circondano Cagliari. Chiuse ormai le famose miniere dell'Iglesiente e del Sulcis, le uniche attività di sfruttamento del sottosuolo sono concentrate a Furtei (oro), a Serrenti (trachite grigia), a Goni e a Silius (fluorite). Per quanto riguarda il settore secondario, alle tradizionali aziende alimentari e conserviere, si sono affiancate dagli anni Settanta del Novecento altre industrie, che operano nei settori metallurgico, siderurgico, meccanico, tessile, petrolchimico, idroelettrico e termoelettrico (Portoscuso). Importante è il terziario, con attività amministrativo-burocratiche, commerciali, logistiche e culturali (università), che, concentrate a Cagliari, svolgono un ruolo polarizzante a livello regionale. Nel capoluogo ha la propria sede sociale la Tiscali, azienda fornitrice di servizi per l'accesso alla rete web di rilevanza internazionale. In continua espansione è il movimento turistico, grazie alle varie aree archeologiche che punteggiano il territorio provinciale (tra cui Barumini, con il complesso nuragico dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità; Bithia, Nora, Guspini ecc.), alle località balneari (Sant'Antioco, Portoscuso, Pula, Costa Rei, Iglesias, Domus de Maria, Villasimius, Villaputzu ecc.) e a quelle escursionistiche (Gesturi, Serdiana, San Nicolò Gerrei, Castiadas, Villanovaforru, Tuili ecc.)