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Càmera del Lavóro

organismo sindacale che realizza l'unità dei lavoratori di ogni categoria nell'ambito della provincia. È un'organizzazione periferica e fa capo alla centrale sindacale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL). Suo compito è la raccolta, lo studio e l'elaborazione di tutti i dati sulla situazione dei vari settori di lavoro per quanto concerne l'occupazione, le condizioni di lavoro, ecc., per fornirli ai vari sindacati provinciali e locali a essa aderenti. Cura inoltre la propaganda e l'educazione sindacale dei lavoratori; promuove la costituzione di nuovi sindacati; elabora i memoriali da presentare nelle trattative e nelle lotte sindacali ai datori di lavoro; stimola la solidarietà fra i lavoratori per la difesa e la conquista delle rispettive rivendicazioni; organizza azioni di difesa degli interessi e dei diritti di tutti i lavoratori della provincia. § Le prime Camere del Lavoro sorsero in Italia nell'ultimo decennio del XIX sec. dalla precedente esperienza delle Società Operaie di Mutuo Soccorso. Nel congresso tenutosi a Milano dal 2 al 3 agosto 1891, 450 Società Operaie di Mutuo Soccorso decisero la costituzione dei sindacati di categoria e della Camera del Lavoro, decretando “l'unione di tutti i sindacati in Camere del Lavoro locali e provinciali quale mezzo più efficace di difesa dei lavoratori contro ogni attentato ai loro diritti e ogni sfruttamento”. Fra gli animatori del primo movimento sindacale in Italia merita particolare menzione O. Gnocchi-Viani. L'esempio di Milano fu presto seguito da Torino e da Piacenza e in breve le Camere del Lavoro comparvero in molti capoluoghi di provincia. Il 29 giugno 1893 esse tennero a Parma il loro primo congresso e decisero di costituire la Federazione Italiana delle Camere del Lavoro con un proprio “segretariato nazionale della Resistenza”. Nel 1894 le Camere del Lavoro erano 16 in tutta Italia, ma una ventata repressiva le fece sciogliere. Risorsero nel 1897 e l'anno dopo erano già 25. Una seconda persecuzione le colpì a breve scadenza, ma due anni dopo erano già in via di ricostituzione fino a diventare l'organo più combattivo degli operai. Presto la loro influenza si allargò anche fra i lavoratori non organizzati, fino al sorgere delle Federazioni nazionali; l'ingresso negli organismi direttivi di elementi riformisti segnò un graduale mutamento delle Camere del Lavoro che assunsero fisionomia diversa all'interno di nuove organizzazioni, prima con la nascita della Confederazione Generale del Lavoro (CGL) nel 1906, poi con la Confederazione Generale Italiana del Lavoro nel secondo dopoguerra.

G. Mazzoni, La conquista della libertà sindacale, Roma, 1947; L. Riva-Sanseverino, Diritto sindacale, Roma, 1957; G. Trevisani, Camera del Lavoro, in “Enciclopedia del socialismo e del comunismo”, Milano, 1966; P. Arvati, P. Rugafiori, Storia della Camera del Lavoro, Roma, 1981.

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