Càmera di Commèrcio

Indice

istituto sorto allo scopo di promuovere gli interessi industriali e commerciali di una determinata provincia. Benché si sia tentato di far risalire l'origine delle Camere di Commercio alle antiche corporazioni medievali, organismi con lineamenti e attribuzioni simili si trovano solo a partire dal sec. XVI in Francia (la prima pare fosse quella di Marsiglia costituita nel 1599). In Italia tali organismi cominciarono a sorgere solo nella prima metà del sec. XIX e cominciarono a essere regolati giuridicamente con la legge 20 luglio 1862, n. 680, quando furono istituite le Camere di Commercio e Arti. Nel 1910 la legge 20 marzo, n. 121 ne mutava la denominazione in Camere di Commercio e Industria e ne estendeva e ne precisava i compiti. Nel 1924 esse furono dichiarate enti pubblici (R.D.L. 8 maggio n. 759) ma nel 1926 (legge 18 aprile n. 731) scomparvero, assorbite dai Consigli Provinciali dell'Economia, e le loro funzioni furono in parte affidate agli Uffici Provinciali dell'Economia. Ricostituite nel 1944 con Decreto Luogotenenziale 21 settembre sotto la denominazione di Camere di Commercio, Industria e Agricoltura, successivamente (1966) modificata in quella attuale di Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA), esse sono enti di diritto pubblico, istituiti in ogni capoluogo di provincia, con numerosissime attribuzioni tra cui: promuovere iniziative volte all'incremento della produzione e al miglioramento delle condizioni economiche e sociali della provincia; stimolare la costituzione di istituti d'istruzione professionale; esprimere pareri sui regolamenti di polizia rurale, sulle norme per le fiere e i mercati e su ogni altra questione concernente la produzione, il credito, il risparmio, la previdenza e l'istruzione professionale; compilare i ruoli degli stimatori, pesatori pubblici, mediatori, esperti; amministrare la Borsa; procedere all'accertamento e all'aggiornamento periodico delle raccolte degli usi e delle consuetudini commerciali e agrarie delle province e dei comuni; tenere il registro delle ditte; formare mercuriali e listini dei prezzi; rilasciare certificati di origine. Organo dirigenziale delle Camere di Commercio è la giunta, composta da un presidente e da sei membri: il primo eletto dal governo, gli altri cinque scelti ognuno dalla propria categoria aderente alla Camera di Commercio (commercianti, industriali, artigiani, lavoratori subordinati, coltivatori diretti). L'istituzione delle Regioni (1970) ha significato anche il passaggio di attribuzioni dalle Camere di Commercio alle Regioni stesse, con cui, peraltro, esiste una stretta collaborazione. Nella legge del 1993 n. 580 è previsto un organismo che rappresenta gli interessi generali delle Camere di Commercio detto Unioncamere (Unione italiana delle CCIAA). Presso ogni Camera di Commercio, inoltre, è istituito il registro delle imprese di cui all'art. 2188 e seguenti del Codice Civile. È comunque allo studio la definizione di una nuova regolamentazione delle Camere di Commercio che sono sottoposte alla vigilanza del Ministero delle Attività Produttive (già Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato).

Astraldi, L'ordinamento delle Camere di Commercio nel mondo, Firenze, 1950; Pertempi, Le Camere di Commercio, Industria e Agricoltura, Roma, 1962; R. Fricano, Le Camere di Commercio in Italia, Milano, 1986.

Quiz

Mettiti alla prova!

Testa la tua conoscenza e quella dei tuoi amici.

Fai il quiz ora