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Càorle

comune in provincia di Venezia (75 km), 4 m s.m., 151,39 km², 11.342 ab. (caorlotti o caorlesi), patrono: san Rocco (16 agosto) e santo Stefano (26 dicembre).

Cittadina del golfo di Venezia, situata a E della foce del fiume Livenza. Il nucleo urbano antico conserva l'impronta tipica delle borgate litoranee della zona. I quartieri moderni si estendono a N e verso SW. Fino alla metà del sec. XIX il centro era percorso da canali interni, poi interrati. È l'antica Caprulae, fondata su un'isola lagunare dai fuggiaschi di Julia Concordia dopo la calata dei Longobardi. Fu tributaria del patriarca di Grado. Attaccata dai trevigiani e dai triestini, che la incendiarono, subì ancora saccheggi dai genovesi (1379) e dagli ungari (1412); nel sec. XV iniziò la sua decadenza, anche per il progressivo impaludamento delle lagune circostanti. Fu sede vescovile dal 598 al 1818.§ Nel cuore del nucleo antico sorge il duomo romanico (1038), dalla facciata con rilievi bizantini del sec. XII; l'interno, a pianta basilicale a tre navate su colonne e pilastri, è ornato da numerosi affreschi dei sec. XIV-XV e ricco di tesori (molti altri sono conservati nell'attiguo museo liturgico). La Pala d’Oro, paliotto di sei formelle provenienti forse da Cipro, secondo la leggenda fu donata nel 1489 alla cattedrale dalla regina di Cipro Caterina Cornaro. Lo splendido campanile cilindrico in cotto è romanico di forme ravennati, con un loggiato a metà altezza e cuspide conica (sec. XI).§ Centro balneare tra i più frequentati del litorale tra Venezia e la foce del fiume Tagliamento, il centro ha nelle attività turistiche la principale risorsa economica. Il porto è attivo sia nella nautica da diporto sia nella pesca. Fiorenti l'agricoltura (cereali, uva da vino e ortaggi), l'allevamento bovino e l'artigianato del merletto.