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Càscia

comune in provincia di Perugia (106 km), 653 m s.m., 181,09 km², 3260 ab. (casciani), patrono: santa Rita (22 maggio).

Centro dello Spoletino, situato alla destra del fiume Corno sul pendio di un colle. Antico municipio romano (Carsula), nel 553 fu tolto ai Goti dal generale bizantino Narsete. Nel sec. X si costituì libero comune e, schierato con i ghibellini, iniziò una lunga serie di lotte con le città vicine, soprattutto Norcia e Spoleto. Sottomesso alla Chiesa nel 1490, le si ribellò nel 1516; fu quindi assediato e la sua rocca distrutta. Nel corso della sua storia fu più volte colpito dai terremoti, di cui quello del 1703 fu particolarmente rovinoso. § Tra i monumenti più notevoli vi sono palazzo Carli (archivio e biblioteca), il Museo di palazzo Santi, la collegiata romanica di Santa Maria (rimaneggiata nel sec. XV-XVI), le chiese di San Francesco (1424) e di Sant'Antonio. La nota caratteristica della città è il santuario di Santa Rita, la cui costruzione iniziò nel 1937 grazie al sostegno dei fedeli. § L'attività agricola è tradizionalmente rivolta alla coltivazione dei foraggi e della vite. Una notevole risorsa offerta dai boschi è il pregiato tartufo. Scarse le attività industriali, mentre è molto forte il turismo, legato soprattutto al culto di santa Rita da Cascia (1381-1457), di cui si celebra la festa il 22 maggio.