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Cèlio

(latino Caelius o Coelius), uno dei sette colli di Roma (51 m), situato a S del vasto piazzale del Colosseo e a SE del colle Palatino. È il colle più suggestivo e meno densamente abitato della città, con ampie zone di verde (parco del Celio, parco della villa Celimontana). L'attuale rete viaria di attraversamento ricalca con buona approssimazione quelle romana e medievale: da W a E il Clivo di Scauro (Clivus Scauri) e la via Santo Stefano Rotondo; da N a S le vie Celimontana, Claudia e della Navicella. Lungo queste direttrici si dispongono monumenti di età imperiale, altomedievale e medievale: la chiesa di San Gregorio Magno (sec. VII-VIII), nell'attuale veste barocca, eretta sul luogo dell'oratorio di Sant'Andrea (sec. VI) fondato dallo stesso Gregorio, della biblioteca di Agapito (sec. VI) e delle case degli Anici che, come altre nobili famiglie romane (Valeri, Simmachi, Nicomachi) abitavano il Celio; la basilica dei Santi Giovanni e Paolo (parzialmente edificata sul tempio di Claudio e su edifici civili con affreschi dei sec. II-III), fondata nel sec. V e ricostruita nel XII, dopo il saccheggio di Roberto il Guiscardo; l'antica diaconia di Santa Maria in Domnica, rimaneggiata nei sec. XVI e XIX; la chiesetta di San Tommaso in Formis; la chiesa di Santo Stefano Rotondo (sec. V), forse edificata sui resti del neroniano Macellum magnum (mercati generali, 59 d. C.); i Santi Quattro Coronati (sec. IX-XI), eretta forse sul luogo del sacello di Diana. Lo studio delle fonti, Regionari e Forma Urbis, e le esplorazioni archeologiche hanno contribuito a precisare l'aspetto del Celio in età romana: compreso nel recinto delle mura repubblicane, interrotte in quel tratto dalle porte Celimontana, detta arco di Dolabella, Metronia e Capena, faceva parte della regione I Suburana, poi, con la riforma augustea (7 a. C.), della II o Caelimontium: vi sorgevano la caserma della V Coorte dei Vigili; il Paedagogium Capitis Africae, scuola dei paggi imperiali nei pressi dell'attuale via Capo d'Africa; i Castra Peregrina; ville signorili e imperiali come la Domus Philippi e la Domus Victiliana; le dipendenze del circo e dell'anfiteatro (Spoliarium, Semiarium, Armamentarium); il sacrario della Magna Mater; le fonti sacre Camenarum e Mercurii. Percorrevano il colle, per tutta la sua lunghezza, gli acquedotti “neroniano” e “appio” (il primo in superficie, il secondo interrato).

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