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Cèrvidi

sm. pl. [dal genere Cervus]. Famiglia (Cervidae) di Artiodattili Ruminanti, comprendente animali dalle forme snelle e agili, con arti forti e sottili, capo con muso allungato, occhi grandi, vicino ai quali si sviluppa tipicamente una ghiandola di grosse dimensioni, il cosiddetto "lacrimatoio". La famiglia è facilmente distinguibile per avere in quasi tutte le specie vistose corna sul capo, ramificate e presenti solo nei maschi, a eccezione delle renne. Le corna mancano del tutto solo nei generi Moschus e Hydropotes. A differenza di quelle dei Bovidi, le corna dei Cervidi sono costituite da sostanza ossea compatta (plenicorni) e vengono periodicamente mutate (caducicorni). Lo sviluppo e la caduta delle corna sono soggetti al ciclo ormonale sessuale; le corna si formano su basi o bozze impiantate sulle ossa frontali e durante la crescita sono rivestite dal velluto, pelle riccamente vascolarizzata, che si dissecca quando il corno è formato, a seguito dell'obliterazione dei vasi sanguigni, provocata dalla formazione di un cercine osseo alla base. La ricrescita annua è molto rapida: sino a una certa età le corna ogni anno ricrescono aumentando di dimensioni, ramificandosi ulteriormente sino alla maturità (il numero delle “punte”, però, non rappresenta l'età dell'animale). I Cervidi hanno 32-34 denti, secondo la formula: I 0/3; C 0-1/1; Pm 3/3; M 3/3. Gregari, frequentano le foreste, le boscaglie, la tundra e zone acquitrinose, cibandosi soprattutto di fogliame. Il maggior numero di specie vive in branchi, con molte femmine e giovani, ai quali si aggiunge un maschio adulto solo nel periodo della riproduzione. Hanno diffusione geografica molto ampia, in Europa, Asia, Africa nordoccidentale e nelle due Americhe. La famiglia comprende una cinquantina di specie (solo 33 secondo alcuni autori), ripartite nelle sottofamiglie Moschini, Cervulini o Muntiacini, Odocoileini, Rangiferini, Cervini e Alcini.

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