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Céline, Louis-Ferdinand

pseudonimo dello scrittore francese Louis-Ferdinand Destouches (Courbevoie 1894-Meudon 1961). Laureatosi in medicina dopo la prima guerra mondiale, durante la quale era stato gravemente ferito, vagabondò attraverso l'America e l'Africa, prima di stabilirsi a Clichy per esercitarvi la professione di medico. Esordì con La vie et l'œuvre de Philippe-Ignace Semmelweis (1924; trad. it. Il dottor Semmelweis), la sua tesi di laurea, nella quale denunciò le persecuzioni della medicina "ufficiale" nei riguardi di un giovane medico, autore di importanti scoperte sulle malattie infettive. Il suo primo vero romanzo Voyage au bout de la nuit (1932; Viaggio al termine della notte), fu salutato come una grande rivelazione, grazie soprattutto al totale sconvolgimento dei canoni del linguaggio letterario, diventato lingua viva, parlata e disarticolata con arte geniale. L'allucinata trama delle avventure che si narrano trova un suo filo conduttore in una truce filosofia della vita e nella totale sfiducia nelle possibilità di riscatto dell'uomo dalle proprie infamie. Da allora Céline non fece che descrivere con crudele compiacimento la miseria fisica e morale non soltanto dell'umanità, ma anche di se stesso: nell'altro suo capolavoro Mort à crédit (1936; Morte a credito), nei libelli Bagatelles pour un massacre (1937; Bagattelle per un massacro), L'école des cadavres (1938; La scuola dei cadaveri) e Les beaux draps (1941; La bella rogna), nel romanzo ambientato in Inghilterra Guignol's band (1944), e successivamente in Féerie pour une autre fois (1952; Pantomima per un'altra volta), Normance (1954), D'un château à l'autre (1957; Da un castello all'altro), Nord (1960), Le pont de Londres (1964; Il ponte di Londra) e Rigodon (1969), opere che descrivono, in modo tragico e nello stesso tempo grottesco, le peripezie dell'autore durante la seconda guerra mondiale. L'originalità di maniera delle ultime opere di Céline sta a testimoniare la decadenza dell'artista e ancor più la grave caduta morale dell'uomo, che lo portò a fiancheggiare e a esaltare il nazismo. Travolto dalla disfatta tedesca, espatriò in Germania e poi in Danimarca ottenendo il permesso di rientrare in Francia, dove riprese l'attività di medico, nel 1951. Scrisse anche due commedie per il teatro, L'Église (1933; La chiesa) e Progrès (1978; Progresso), oltre a un testo per balletto, Foudres et flèches (1948; Fulmini e saette) e a un soggetto per cartoni animati, Scandale aux abysses (1950; Scandalo negli abissi). Un prezioso contributo alla conoscenza dell'uomo e dello scrittore l'ha fornito la pubblicazione, nel 1991, delle Lettres à la N.R.F., scritte dall'autore all'editore Gallimard nell'arco di quasi un trentennio. Nel 1997 la figlia Colette ha ricostruito e pubblicato Histoire du petit Mouck (Storia del piccolo Mouck), favola incompiuta di un Céline che ancora nutriva speranze e si concedeva alla catarsi del racconto.

Bibliografia

M. Vanino, L'affaire Céline, Parigi, 1952; P. Vandromme, Louis-Ferdinand Céline, Torino, 1964; C. Bo, Il no di Céline (prefaz. a Morte a credito), Milano, 1964; M. Hanrez, Céline, Parigi, 1969; A. Chesneau, Essai de psychocritique de L.-F. Céline, Parigi, 1971; J.-P. Dauphin, Les critiques de notre temps et Céline, Parigi, 1976; W. Szafran, L.-F. Céline. Essai psychanalytique, Bruxelles, 1976; R. Della Torre, Invito alla lettura di L.-F. Céline, Milano, 1979; Ph. Muray, Céline, Parigi, 1981; H. Godard, Poétique de Céline, Parigi, 1985; Fr. Vitoux, La vie de Céline, Parigi, 1988.

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