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Césari, Antònio

letterato italiano (Verona 1760-San Michele di Ravenna 1828). Fu il maggior rappresentante del purismo linguistico che propugnava un ritorno alla purezza della lingua del Trecento, ancora immune da influssi stranieri. Sacerdote e buon predicatore, scrisse libri di argomento religioso (Vita di Gesù, 1817), tradusse dal latino (da Orazio, Cicerone, Terenzio) e fece una volgarizzazione dell'Imitazione di Cristo (1785, considerata il suo capolavoro), sempre in stile trecentesco. Espose le sue teorie nella Dissertazione sopra lo stato presente della lingua italiana (1810) e le difese e illustrò nelle opere Sulle bellezze della “Divina Commedia” (1824-26) e Giunte Veronesi, che furono il primo manifesto del purismo e suscitarono vivaci polemiche. Tra il 1806 e il 1811, infine, curò una riedizione accresciuta del Vocabolario degli Accademici della Crusca.

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