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Cìgoli, Lodovico Cardi, detto il-

pittore, scultore e architetto italiano (Castelvecchio di Cigoli 1559-Roma 1613). Più noto come pittore, fu allievo di A. Allori; il Buontalenti l'avviò all'architettura. Subì gli influssi del Pontormo e del Correggio. Amico del Pagani, con lui tentò di riformare la pittura del tardo Cinquecento toscano. Le sue prime opere compiute nel periodo 1584-90 – dall'affresco con la Vestizione di S. Vincenzo Ferreri (chiostro grande di S. Maria Novella a Firenze) al Noli me tangere di S. Miniato, alla Resurrezione della Pinacoteca di Arezzo – rivelano un gusto barocco sensibile agli aggiornamenti del manierismo e del postmanierismo. Dal 1592 si presenta come l'uomo nuovo della pittura toscana, impegnato con spirito moderno ad allargarne gli schemi manieristici. La Trinità di Santa Croce a Firenze risulta essere il suo primo capolavoro; ne seguono altri nei quali spesso sono individuabili influssi veneti, come Eraclio che porta la Croce (1594, chiesa di S. Marco a Firenze), Annunciazione (1595, chiesa dei Cappuccini di Montughi), Madonna del Rosario (chiesa dei SS. Jacopo e Filippo di Pontedera), S. Pietro Martire (1598, S. Maria Novella a Firenze). Il viaggio a Roma compiuto verso la fine del secolo lo porta ad accostarsi ai Carracci e ai moduli caravaggeschi (Deposizione della chiesa di S. Agostino a Colle di Valdelsa; S. Girolamo nello studio per S. Giovanni dei Fiorentini a Roma e il S. Pietro dell'Accademia di Belle Arti di Carrara: tre dipinti datati 1599). La sua attività di architetto si esplicò soprattutto a Firenze. Tra le sue opere fiorentine vanno ricordate: la cappella del Sacramento in S. Marco, la facciata del palazzo Rinuccini e la Cappella Maggiore di S. Felicita.