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Cìnque Libri, I-

(Pañcatantra). Una delle opere più famose del genere favolistico sanscrito, così chiamata perché divisa in 5 sezioni, ciascuna delle quali tratta un argomento diverso. Le favole, di autore o autori ignoti, hanno a protagonisti gli animali, che, come in Esopo, si comportano alla stregua di esseri umani, e vengono presentate sotto forma di parabole didattiche narrate dal sacerdote Viṣṇuśarmā ai tre svogliati figli del re Amaraśakti. Di tono palesemente antibraminico, queste fiabe tradiscono una notevole influenza giainica e buddhista e furono, a detta di molti, composte originariamente in pracrito: tesi non provata scientificamente.

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