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Còmo (città)

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capoluogo della provinciaomonima, 201 m s.m., 37,34 km², 83.175 ab. secondo una stima del 2007 (comaschi), patrono: sant’ Abbondio di Como (31 agosto).

Generalità

Città della Lombardia posta all'estremità meridionale del ramo occidentale del lago di Como, in una ristretta conca alluvionale. Il nucleo urbano originario, dalla struttura rettangolare, testimonia le origini romane della città, caposaldo militare tra la Valle Padana e le Alpi. Nel Medioevo il comune sviluppò fedelmente l'impianto ortogonale del castrum romano, che non subì sostanziali alterazioni nelle epoche viscontea e spagnola e nel corso della ristrutturazione neoclassica. Lo sviluppo demografico e urbanistico ebbe una progressione modesta anche in età moderna. Tra la fine del sec. XIX e l'inizio del sec. XX la città conobbe una rapida espansione aggregando gli antichi sobborghi e, adattandosi alla configurazione morfologica della conca, giungendo a spingersi lungo le principali arterie del traffico dirette verso il Varesotto, il Milanese e la Brianzaorientale. È sede vescovile.

Storia

Di fondazione celtica (sec. VI-V a. C.), dopo la conquista da parte del console Marco Claudio Marcello divenne castrum romano (la struttura è riconoscibile tra le attuali via Del Pero e via Rovelli). Colonia nell'89 a. C., ottenne da Giulio Cesare la cittadinanza romana (49 a. C.), divenendo municipio (Novum Comum). Fu invasa a più riprese dai Longobardi, dai quali fu conquistata nel 569. Verso la fine del sec. XI estese la propria giurisdizione sull'intero territorio episcopale e si eresse a comune, entrando in conflitto con la vicina Milano: la guerra, durata dieci anni (1118-27), si concluse con la capitolazione e l'annientamento di Como. Ricostruita da Federico Barbarossa nel 1159 e cinta di mura, conobbe un rapido sviluppo economico, basato sull'industria e il commercio della lana. Teatro delle guerre tra la fazione guelfa dei Vitani e quella ghibellina dei Rusca, fu presa da Franchino Rusca (1311). Ceduta ad Azzone Visconti (1335), entrò nella sfera d'influenza di Milano, tornando ai Rusca agli inizi del sec. XV, e nel 1451, riconquistata da Francesco Sforza, divenne parte del Ducato di Milano. La città continuò, nonostante i conflitti, a esercitare un ruolo di primo piano nel commercio, alimentato dall'industria della lana e, a partire dal 1510, dalla produzione della seta. Occupata dai francesi nel 1508, nel 1521 venne saccheggiata dagli spagnoli del marchese di Pescara e assoggettata, con tutta la Lombardia, alla Spagna. Passata all'Austria con la Pace di Rastatt (1714), fece parte della Repubblica Cisalpina, per tornare all'Austria nel 1815. Durante la prima guerra d'indipendenza, fino alla sconfitta di Novara (1849), fu retta da un governo provvisorio. Nel 1859 fu conquistata dalle truppe garibaldine e annessa al Regno di Sardegna.

Arte

Le maggiori testimonianze artistiche si trovano all'interno della città murata, compresa entro le mura dell'area sudoccidentale (sec. XII) ridotte a pochissimi ruderi. Nell'antico centro civile e religioso, caratterizzato da omogenee soluzioni urbanistiche, si eleva il grandioso duomo, che riunisce elementi gotici e rinascimentali. Costruito a partire dal 1396 sulla chiesa di Santa Maria Maggiore (sec. XI), fu completato in più fasi (la cupola settecentesca è di Filippo Juvara); all'interno si conservano pregevoli dipinti di G. Ferrari (Sposalizio di Maria), B. Luini (Sacra conversazione, o pala di San Gerolamo), G. A. Amadeo e il Morazzone, e inoltre una preziosa ancona lignea della bottega di Giovan Angelo Del Maino (primo sec. XVI) e una serie di preziosi arazzi del sec. XVI. Il vicino Broletto, dal pittoresco paramento murario a fasce bianche, rosse e grigie, risale agli inizi del Duecento, ma fu ristrutturato in forme gotico-rinascimentali nel corso del sec. XV. Notevoli esempi di arte romanica comasca sono la chiesa di San Giacomo (risalente al sec. XI) e la chiesa di San Fedele, sorta sui resti di una chiesa dei sec. V-VI, con prezioso portale a cuspide (sec. XIII) affiancato da sculture di figure mostruose. Tra le torri medievali rimaste è l'imponente porta Torre (1192). Rilevanti sono alcune architetture realizzate tra il 1926 e il 1944, significative testimonianze del razionalismo italiano, tra cui l'edificio ad appartamenti detto “Novocomum” e l'ex Casa del Fascio (1932-36) di G. Terragni e le Case Popolari di via Anzani, sempre del Terragni e di A. Sartoris. Da segnalare le passeggiate del lungolago occidentale e orientale e la neoclassica villa Olmo (1782-97), circondata da un ampio giardino, sede di mostre temporanee e di eventi di rilevanza internazionale.

Musei

Fanno parte dei Musei Civici il Museo Archeologico “Paolo Giovio”, ospitato nell'omonimo palazzo, che conserva suppellettili delle necropoli protostoriche della Ca' Morta e mosaici, bassorilievi e iscrizioni di epoca romana; il Museo Storico “Giuseppe Garibaldi”, a palazzo Olginati, che custodisce documenti e cimeli risorgimentali; e il Tempio Voltiano (realizzato nel 1927 in stile neoclassico, in occasione del centenario della morte di Alessandro Volta), con cimeli e oggetti del celebre fisico comasco. Nella Pinacoteca Civica, a palazzo Volpi, è esposta una ricca collezione di opere di arte romanica e della stagione del Novecento comasco. Alla rinomata attività tessile del territorio sono dedicate due istituzioni culturali: il Museo Didattico della Seta, che raccoglie antichi macchinari e telai, a completamento di un percorso didattico sulla nascita della seta (filo, trame, colore e stampati), e il Museo Tessile Fondazione “Antonio Ratti”.

Economia

Le antiche tradizioni manifatturiere e commerciali di Como, già sviluppate in epoca comunale con la produzione di tessuti in lana e, dal sec. XVI, con la filatura e la tessitura artigianale della seta, furono alla base dello sviluppo (fine sec. XIX) della moderna industria tessile, serica in particolare (abbigliamento e lavorazione delle fibre naturali e sintetiche), che continua a costituire l'attività più importante. A questa si affiancano i settori metalmeccanico, chimico, farmaceutico, grafico e della lavorazione del legno e del cuoio. Sviluppati sono i comparti commerciale, dei servizi e del terziario avanzato. Di rilievo sono anche le attività connesse al turismo: Como, oltre a essere città d'arte, è centro di sport acquatici e sede di mostre, eventi e manifestazioni culturali. La posizione strategica della città fa sì che essa svolga un'importante funzione nei traffici internazionali attraverso Ponte Chiasso, valico di frontiera al confine con la Svizzera.

Curiosità

Vi hanno luogo il Lago di Como Festival (giugno-agosto), manifestazione di arte, cultura e spettacolo; la rassegna musicale Il Canto delle Pietre (luglio-novembre) e il Festival Internazionale Autunno Musicale a Como (settembre-ottobre). Vi nacquero il fisico Alessandro Volta (1745-1827), l'architetto futurista Antonio Sant'Elia (1888-1916), il pittore Mario Radice (1900-1987) e il narratore e saggista Giuseppe Pontiggia (1934-2003).

Bibliografia

G. P. Giusti, Como e le ville del Lario, Como, 1955; M. Magni, Architettura romanica comasca, Milano, 1960; A. Giacosa, L. Rovelli, Storia di Como, 3 voll., Milano, 1962-63; A. D. Pica, Itinerari dell'arte in territorio comense, Como, 1964; G. Nangeroni, Note geomorfologiche sul territorio montuoso comasco a oriente del Lario, in “Atti della Società Italiana di Scienze Naturali”, Milano, 1971; R. Leydi, Como e il suo territorio, Cinisello Balsamo, 1978; G. Frigerio, C. Piovan, S. Della Torre, Como nell'antichità, Como, 1987; A. Artioli, Il duomo di Como, Como, 1990.