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Còredo

comune in provincia di Trento (38 km), 831 m s.m., 32,68 km², 1481 ab. (coredani), patrono: Rinvenimento della Santa Croce (3 maggio).

Centro dell'alta val di Non, sulle pendici occidentali del monte Roen. Abitato dagli Anauni, fu possesso dei principi-vescovi di Trento, che nel sec. XII lo dettero in feudo ai signori di Coredo. Dal 1431 al 1649 fu sede dei capitani delle valli di Non e di Sole.§ Il palazzo Nero (sec. XV), già sede giurisdizionale, è una costruzione merlata con affreschi coevi all'interno, la casa Marta (sec. XVI) è di stile veneto rinascimentale. L'ex parrocchiale di Santa Croce, rimaneggiata nel Settecento, conserva all'interno sculture lignee dei sec. XVII-XVIII. È una ricostruzione settecentesca anche il castel Coredo, in posizione dominante su una collina. Nei pressi del borgo, su uno sperone alla confluenza di due burroni, sorge il santuario di San Romedio, di origine medievale, ma con apporti di epoche successive, costituito da sei cappelle sovrapposte riunite da scale e coronate da un campaniletto. Dei sec. VII-VIII è l'originaria cappella delle reliquie, dove un portale romanico introduce alla cappella di San Vigilio; affreschi medievali e rinascimentali ornano rispettivamente la cappella Maggiore e quella di San Giorgio.§ Compongono il quadro economico l'agricoltura, che produce principalmente mele, l'allevamento bovino e l'industria, che opera nei settori meccanico, edile, della ceramica e della lavorazione del legno. In crescita il terziario, favorito dal turismo naturalistico ed escursionistico (laghetti di Coredo e Tavon) e dal settore agrituristico in pieno sviluppo.

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