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Córti, Marìa

scrittrice e filologa italiana (Milano 1915-2002). Ordinaria di storia della lingua italiana nelle Università di Lecce e Pavia, diresse le riviste Strumenti critici e Autografo. Presso l'Università di Pavia creò il "Fondo Manoscritti di autori moderni e contemporanei", dove vengono conservati e studiati i testi autografi dei maggiori scrittori italiani dell'Ottocento e del Novecento. Esordì con pubblicazioni di carattere prevalentemente filologico, dedicandosi soprattutto all'indagine storica della letteratura antica. In seguito si concentrò sulle problematiche e sui diversi orientamenti della critica letteraria contemporanea, attraverso una serie di saggi che privilegiavano l'approccio di tipo strutturale e semiologico. Tra i saggi più apprezzati si ricordano Studi sulla sintassi della lingua poetica avanti lo stilnovo (1953), Metodi e fantasmi (1969; riedito nel 2001 con il titolo Nuovi metodi e fantasmi, arricchito di otto nuovi saggi che completavano felicemente il percorso interpretativo della prima edizione), Principi della comunicazione letteraria (1976), Il viaggio testuale (1978), La felicità mentale (1983) e Percorsi dell'invenzione. Il linguaggio poetico di Dante (1993), sulla poesia di Dante e Cavalcanti. La sua produzione narrativa iniziò con L'ora di tutti (1962), al quale hanno fatto seguito Il ballo dei sapienti (1966), Cantare nel buio (1982), Voci del Nord Est (1986), Il canto delle sirene (1989). Nel 1991 pubblicò il romanzo inedito Cantare nel buio (1991), di cui era apparso nel 1982 il primo capitolo in versione di racconto. In un altro romanzo, Dialogo in pubblico (1995), la Corti raccolse, sotto forma di intervista, ricordi, amicizie, passioni di un'esistenza guidata da un'inesauribile curiosità intellettuale. Dopo la pubblicazione nel 1997 del racconto Ombre dal fondo, ricevette numerosi riconoscimenti: nel 1999 fu premiata dall'Accademia dei Lincei, in seguito ottenne il premio Vittorini per Catasto magico (il vulcano Etna con i suoi miti e le sue favole dalla creazione mitologica ai giorni nostri), il premio Campiello per la carriera e la laurea honoris causa da parte dell'Università di Torino. Infine, in omaggio alla sua esperienza di insegnante nel periodo del Sessantotto, la Corti descrisse in Le pietre verbali (2001) il potere sovversivo del linguaggio giovanile e il problema dell'incomunicabilità tra studenti e professori.

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