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CDU (partito politico italiano)

sigla del Partito italiano Cristiano Democratici Uniti. L'occasione contingente della nascita di questa nuova formazione politica era fornita dalla spaccatura determinatasi nel marzo 1995 nel Partito Popolare Italiano (PPI). Rocco Buttiglione, segretario di quell'organizzazione, era rimasto in minoranza nel tentativo di definire una linea politica che privilegiasse il rapporto tra i popolari e Forza Italia. Rifiutandosi di accettare il responso del Consiglio nazionale del partito, Buttiglione avviava una serie di procedure che portavano a un'inevitabile scissione. Raggiunto un faticoso accordo in base al quale i suoi avversari ereditavano l'intestazione del partito, mentre all'ex segretario rimaneva il simbolo (lo scudo crociato), Buttiglione riuniva il suo gruppo in un congresso a Roma dove, ribadendo la scelta strategica di costruire un centro alleato con la destra, i delegati decidevano per la costituzione del CDU. Nominato segretario della nuova organizzazione, Buttiglione dava seguito alla sua linea politica stringendo accordi ravvicinati con Forza Italia e con il Centro Cristiano Democratico (CCD), un partito nato da una costola della Democrazia Cristiana immediatamente prima che questa si trasformasse in PPI. Presentatosi nelle liste di Forza Italia alle elezioni politiche del 1996 il partito di Buttiglione insisteva per la formazione di una federazione di centro che fosse in grado di spostare l'asse politico dell'alleanza di centro-destra, trovando, però, una tiepida accoglienza sia in Forza Italia sia nello stesso CCD. Con quest'ultimo, comunque, il CDU stringeva un patto d'azione che si concretizzava anche nella formazione di un unico gruppo parlamentare. Ma si trattava di un'intesa che non reggeva a lungo, anche per l'obiettiva concorrenzialità di due forze dalle analoghe origini. In occasione delle elezioni dei rappresentanti nella Commissione bicamerale per le riforme, infatti, le due “anime” post-democristiane non trovavano l'accordo e, per timore di rimanere escluso dalla prestigiosa commissione, Buttiglione convinceva i deputati CDU ad abbandonare il gruppo parlamentare unitario per confluire in quello misto (febbraio 1997). Maturavano tuttavia le condizioni perché una parte del CDU e una parte del CCD trovassero una comune posizione. Nei primi mesi del 1998, infatti, Buttiglione sceglieva, insieme a un'ala del CCD, guidata da C. Mastella sotto il nome di CDR, di confluire nell'UDR, il movimento costituito dall'ex presidente della Repubblica F. Cossiga. La parte del CDU che si riconosceva in R. Formigoni, invece, ribadiva gli impegni elettorali restando nel Polo delle libertà. Il tentativo di alleanza con l'UDR di Cossiga falliva rapidamente, ma il CDU partecipava ugualmente con due sottosegretari al primo governo presieduto da Massimo D'Alema (1998). L'altrettanto rapido allontanamento da questa esperienza di governo maturava però ancor prima della caduta di questo esecutivo a causa del secondo e definitivo riavvicinamento del CDU al Polo. All'inizio del 2000 il CDU ribadiva la comune appartenenza con il CCD e con Forza Italia al Partito Popolare Europeo e l'anno seguente, in vista delle elezioni politiche, aderiva alla coalizione di centrodestra (trasformatasi in Casa delle libertà). Nell'occasione prendeva corpo il progetto del “Biancofiore”, ossia una più stretta alleanza elettorale con il CCD che dopo il voto avrebbe dovuto portare alla formazione di un solo gruppo parlamentare e in prospettiva all'unificazione dei due partiti per rappresentare con maggior forza la componente cattolica e centrista all'interno della Casa delle libertà. Pur contribuendo alla vittoria del centrodestra nelle consultazioni politiche del maggio 2001, l'alleanza CDU-CCD non riusciva a raggiungere la soglia minima del 4% necessaria per assicurarsi i seggi della quota proporzionale. Nel giugno del 2001 Buttiglione diveniva ministro per le politiche comunitarie nel nuovo governo presieduto da S. Berlusconi e, nel dicembre 2002, la dirigenza del partito sceglieva di fondersi con il CCD e Democrazia europea per fondare una nuova formazione politica, l'UDC. Nel 2002 il gruppo parlamentare CCD-CDU Biancofiore ha mutato la propria denominazione in UDC che inizialmente indicava l'Unione democratico cristiana e di centro, mentre a partire dal gennaio 2003 designa l'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro.