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Caṇdīdās

il massimo poeta erotico del viṣṇuismo bengalese (ca. 1350-ca. 1430). Gli si attribuiscono oltre mille inni devozionali contenuti nella Padāvalī (Raccolta di canti). È tuttavia probabile (anche per le numerose discrepanze stilistiche) che molti di questi siano spuri, attribuiti dalla tradizione popolare a Caṇdīdās per l'alone di leggenda creato intorno alla sua figura. La tradizione lo vuole infatti bramino e scapestrato, amante della bella lavandaia intoccabile Rāmī e per questo avversato dagli appartenenti alla sua casta.