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Calògero, Guido

filosofo italiano (Roma 1904-1986). Professore alle università di Firenze e di Pisa, passò poi a quella di Roma. Arrestato nel 1942 per motivi politici, scrisse in carcere le Lezioni di filosofia, apparse a Torino dal 1946 al 1948. Muovendo dall'attualismo, Calogero critica la logica in sé e per sé e il formalismo astratto. Non esistono regole logiche o linguistiche assolute: se ogni linguaggio deve possedere un certo grado di coerenza, non può però che valersi di norme storicamente contingenti. Il dato iniziale non è pertanto un principio logico, ma l'io quale “assoluto e invalicabile ambiente” che è presenza consapevole di ogni cosa, connessione intima di volontà e consapevolezza. In tal modo non si dà mai, per Calogero, una conoscenza priva di volontà, o un volere cieco di conoscenza, e, mentre non esistono regole logiche assolute, l'unico principio che fornisce la possibilità del dialogo è l'esigenza di “dover discutere”, lo “sforzo di capire gli altri”. Altre opere: La conclusione della filosofia del conoscere (1938); Saggi di etica e di teoria del diritto (1938); Lezioni di filosofia (1950); Filosofia del dialogo (1962); Storia della logica antica (1967). Nel 1998 è stato pubblicato postumo il carteggio tra Giovanni Gentile e Calogero, comprendente lettere che i due filosofi si sono scambiati tra il 1926 e il 1942.