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Calascibétta

comune in provincia di Enna (5 km), 691 m s.m., 88,17 km², 4829 ab. (calascibettesi), patrono: san Pietro in Vincoli (prima domenica di agosto e lunedì seguente).

Centro dei monti Erei, posto alla sinistra del fiume Imera Meridionale ed esteso ad anfiteatro su una rupe rossastra. Fondato nell'851 dai Saraceni (che lo chiamarono Kalat-Scibet), fu fortificato dal conte Ruggero I d'Altavilla come base per le operazioni durante l'assedio di Enna (1062). Divenuta città libera sotto Carlo V (1535), fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1693. § Nella parte più alta dell'abitato è la chiesa madre, dedicata a San Pietro e Santa Maria Maggiore, risalente al 1340, ma quasi totalmente rifatta. L'interno, a tre navate divise da arcate ogivali su colonne, conserva interessanti opere d'arte, tra cui un fonte battesimale in marmo del 1571, un coro ligneo intagliato, un bassorilievo di scuola gaginesca del sec. XVII e, nel ricco Tesoro, un pregevole manoscritto biblico del sec. XIV in caratteri gotici. Della precedente chiesa madre di San Pietro, di epoca normanna e distrutta dal terremoto del 1693, non restano che rovine. Nella chiesa del Carmine (1771) è custodita una statua in marmo dell'Annunciazione (sec. XV-XVI), attribuita ad Antonello Gagini; nella chiesa del convento dei Cappuccini (sec. XVI) è una un'Adorazione dei Magi secentesca di Filippo Paladino. § L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, agrumi, uva, olive, ortaggi), sulla floricoltura e sull'allevamento ovino e bovino, cui si affiancano attività estrattive (sabbia silicea). § Nei dintorni sono state rinvenute alcune necropoli: la più antica, quella in località Malpasso, è databile al 2000 a. C. ca.; quella di Realmese è costituita da circa trecento tombe a grotticella, in cui sono stati ritrovati numerosi corredi funerari (sec. VIII-VII a. C.); oggetti importati, di fattura corinzia e attica, sono invece stati trovati nella necropoli di Valle Coniglio.