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Callitrìcidi

sm. pl. [da callìtrice (altro nome dell'apale) derivato dal greco kallíthrix, dalla bella chioma]. Famiglia (Callithricidae) di Primati Aplorrini, esclusiva dell'America, cui appartengono circa trenta specie divise in 4 o 5 generi, note come uistitì (o marmosette) e tamarini, diffuse nelle foreste tropicali del Sudamerica, da Panama all'Amazzonia. I Callitricidi sono detti pure Apalidi o Arctopitecidi (scimmie-orso, per la conformazione delle unghie). Sono le scimmie più piccole, con lunghezza variabile da 15 a 37 cm e peso da 70 a 900 g. Hanno pelliccia folta, con pelo lungo che sul capo talora forma una sorta di criniera, oppure mustacchi e fedine. La coda, lunga da 15 a 42 cm, fittamente pelosa, non è mai prensile. Il capo è tondeggiante, con orecchie più sviluppate che nelle altre scimmie, e muso solitamente nudo; il tronco è allungato e gli arti posteriori sono più lunghi degli anteriori. Il pollice è molto ridotto. Caratteristiche le unghie, foggiate ad artiglio, a eccezione di quella dell'alluce, che, al contrario del pollice, è opponibile. I Callitricidi mostrano una lontana affinità con i Tarsioidei. Sono diurni e arboricoli. Si arrampicano con l'appiglio delle unghie alla maniera degli scoiattoli, diversamente dalle altre scimmie. Vivono in piccoli gruppi e si nutrono di insetti, larve, ragni, piccoli uccelli, uova, frutta e semi; le femmine partoriscono da 1 a 3 piccoli dopo quasi 5 mesi di gestazione. La famiglia comprende i generi Callithrix, Cebuella, Saguinus, Leontocebus e Oedipomidas.