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Cambridge, Scuòla di-

denominazione data al gruppo di economisti d'indirizzo neoclassico (A. C. Pigou, D. H. Robertson e inizialmente J. M. Keynes), seguaci delle teorie e del metodo di analisi di Alfred Marshall. A essi si devono le equazioni di Cambridge, formule in cui viene posto in evidenza il legame tra l'ammontare delle scorte di moneta, o la domanda di moneta, e il valore della moneta stessa. Se definiamo con Y il reddito nominale e con M la domanda di moneta, l'equazione di Cambridge afferma che M=kY, vale a dire che i soggetti economici desiderano mantenere in rapporto costante la domanda di moneta e il reddito nominale. Sebbene sia ancora in dubbio se gli studiosi di Cambridge volessero effettivamente considerare k come costante, sotto questa ipotesi è possibile esprimere l'equazione di Cambridge in termini di teoria quantitativa della moneta, sviluppata in USA. da I. Fischer e posta alla base del monetarismo di M. Friedman. § Fu così detto anche un gruppo di teologi e filosofi (tra cui particolarmente notevoli R. Cudworth e H. More), attivi all'Università di Cambridge nel corso del sec. XVII. I “platonici” di Cambridge opposero al materialismo hobbesiano dominante in Inghilterra una filosofia religiosa, utilizzando teorie proprie del neoplatonismo, nell'interpretazione di M. Ficino e dell'Accademia fiorentina.

E. Cassirer, Die platonische Renaissance in England und die Schule von Cambridge, Lipsia, 1932; H. Motley, Cambridge and Its Colleges, Cambridge, 1979.