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Camino, da-

(o Caminési). Famiglia della Marca Trevigiana di origine longobarda; se ne ha notizia dall'inizio del sec. XII quando i da Camino parteciparono alle lotte interne nel comune di Treviso. Nel 1233 i da Camino, che erano guelfi e pertanto accaniti avversari dei da Romano, si divisero in due rami: i da Camino “di sopra” e i da Camino “di sotto”. Tra i Caminesi più insigni: Guecellone (ca. 1208-1242), fu signore di Treviso con l'appoggio di Alberico da Romano, ostile allora al fratello Ezzelino. Gherardo, dei da Camino di sopra (ca. 1240-1306), nelle lotte cittadine tra i bianchi (guelfi) e i rossi (ghibellini), fu il capo di parte bianca e contribuì alla vittoria della sua fazione (15 novembre 1283), guadagnandosi così la nomina a capitano generale, cioè a signore di fatto della città e del distretto di Treviso, nonché di Feltre e Belluno. Sotto il suo governo, assoluto ancorché conservasse, debitamente riformate, le istituzioni comunali, Treviso prosperò economicamente e culturalmente. È ricordato da Dante (Purgatorio, XVI, 124, 133-139). Dal 1301 Gherardo aveva associato al governo il figlio Rizzardo (ca. 1274-1312), che dal 1306 gli succedette come capitano generale. Politicamente inferiore al padre, dopo lunghe esitazioni passò dai guelfi ai ghibellini e comprò dall'imperatore Enrico VII (1311) il titolo di vicario imperiale. I nobili guelfi trevisani congiurarono contro Rizzardo, lo assassinarono (1312) e gli sostituirono il fratello Guecellone (m. 1324), che aveva sempre parteggiato per i guelfi. Anche Rizzardo è ricordato da Dante (Paradiso, IX, 49-51). Ma dopo breve tempo anch'egli si unì ai ghibellini causando una sommossa (dicembre 1312), che abbatté per sempre la signoria caminese in Treviso. Il ramo dei da Camino di sopra si estinse con Rizzardo (m. 1335), capitano generale nella lega contro Giovanni di Boemia, e Venezia ne ereditò i feudi. I Caminesi di sotto vennero a far parte dal 1339 della nobiltà veneziana e quando, nel 1422, anche questo ramo si estinse, fu sempre la Repubblica a raccoglierne l'eredità.