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Campo Màrzio

(latino Martius Campus), zona pianeggiante dell'antica Roma (IX regio), situata tra il Campidoglio, il Quirinale, il Pincio e il Tevere. Nella cosmologia sacrale romana rappresentava l'extracivico e pertanto era posta al di fuori del pomerio, la striscia di terreno a ridosso della cinta muraria che definiva religiosamente l'Urbe. L'extracivico Campo Marzio, dialetticamente inteso rispetto al civico, rappresenterebbe il “luogo della guerra” contrapposto alla città, “luogo della pace”: era infatti dedicato a Marte, il dio della guerra. Vi si esercitavano infatti i giovani alle attività guerresche e vi facevano sosta gli eserciti prima della purificazione e del disarmo che permetteva loro di rientrare in città; vi sorgeva poi uno “spiazzo del nemico” (area hostilis), contro cui si scagliava un'asta per dichiarare ritualmente guerra ai popoli distanti da Roma. Il Campo Marzio era anche il luogo dove si tenevano le elezioni (comizi centuriati e tributi): ciò si spiega sia col fatto che le prime assemblee elettorali (i comizi centuriati) erano tenute dal popolo nella sua organizzazione militare (le centurie), sia con l'idea che soltanto dall'extracivico (tempo e spazio precosmico) potesse avere origine il civico (il cosmico) garantito dai magistrati neoeletti. Nella sua funzione di “zona precosmica”, il Campo Marzio ripeteva in parte un'altra pianura extracivica ed extrapomeriale di Roma, la valle Murcia, posta tra l'Aventino e il Palatino. Si ebbe in effetti la duplicazione nel Campo Marzio della sacralità propria della valle Murcia: vi si trasferirono culti (tra cui quello di Ercole) e giuochi rituali (ludi); vi si costruì un circo, il Flaminio, in concorrenza con il Circo Massimo della valle Murcia; e vi si eresse un'ara, l'Ara Pacis, in concorrenza con l'Ara Massima. L'Ara Pacis, l'altare della pace, voluta da Augusto, segnò simbolicamente la fine della funzione “guerresca” del Campo Marzio: quasi la fine dell'extracivico, come se in ottemperanza alla politica augustea tutto il mondo dovesse essere considerato un'unica grande città. A tale idea universalistica corrisponde anche la costruzione del Pantheon, il tempio dedicato a tutti gli dei.