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Canale d'Àgordo

comune in provincia di Belluno (45 km), 976 m s.m., 46,12 km², 1236 ab. (canalini), patrono: san Giovanni Battista (24 giugno).

Centro dell'Agordino, situato alla confluenza dei torrenti Liera e Biois. Il territorio, citato in documenti del 1185, ebbe statuti propri già nel sec. XIII e appartenne a signori locali, esiliati nel 1321. Passato a Venezia, durante la guerra della lega di Cambrai fu devastato dalle truppe dell'imperatore Massimiliano I. Vi ebbero sede forni per la fusione del ferro (estratto nell'area del Col di Xais) distrutti da un'alluvione nel 1748. Fino al 1964 si chiamò Forno di Canale. § L'antica chiesa di San Giovanni Battista, più volte rimaneggiata, si presenta nella forma dovuta ai restauri ottocenteschi di Giuseppe Segusini; all'interno si conserva un tabernacolo ligneo dorato attribuito ad Andrea Brustolon (1696). § Il comune è sede di villeggiatura estiva e invernale, con attività di commercio e artigianato. Rilevanti lo sfruttamento del bosco e la tradizionale attività pastorale. § A Canale, come in tutta la valle del Biois, il dialetto mantiene gran parte del lessico e della struttura del ladino dolomitico, pur misto con elementi veneti.