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Canicattì

comune in provincia di Agrigento (35 km), 465 m s.m., 91,42 km², 31.713 ab. (canicattinesi), patrono: san Diego (ultima domenica di agosto).

Cittadina situata sul versante meridionale della Serra Bardaro. Sorge in una zona già abitata fin dall'antichità. Notizie certe si hanno a partire dall'invasione araba, che le assegnò anche il nome, derivante dell'arabo Ayn-at-tin (“la sorgente del fango”). Alla fine del sec. XI venne conquistata dai Normanni e successivamente ebbe come feudatari i De Crescenzi e i Bonanno, che la dominarono per circa tre secoli. § In posizione elevata sorgono i resti del castello Bonanno, di fronte al quale è la torre dell'orologio. La chiesa madre (sec. XVIII), dedicata a San Pancrazio, ha una facciata moderna (1908) opera di Ernesto Basile e ospita numerose opere d'arte, tra cui una statua in marmo dell'Ecce Homo e una tela attribuita a Olivio Sozzi; la chiesa dello Spirito Santo (1633) ha tre navate; la chiesa di San Diego (sec. XVII-XVIII) è ornata di stucchi. Settecentesca è la chiesa del Purgatorio, con la fontana del Nettuno (sec. XVII) alla base del campanile; la chiesa di San Francesco (1559) custodisce una statua di Salvatore Bagnasco. § L'economia è composita: l'agricoltura, affiancata da un fiorente allevamento, offre cereali, ortaggi, agrumi e soprattutto la pregiata uva da tavola Italia; l'industria è presente nei settori metallurgico, dei materiali per l'edilizia, alimentare e delle materie plastiche. Una certa importanza ha il turismo. Canicattì è inoltre uno dei più attivi centri commerciali della provincia: la sua stazione ferroviaria svolge il ruolo di centro di smistamento della produzione viticola di tutta la zona. § Ad ottobre si svolge la Sagra dell'Uva Italia. A Canicattì furono girate alcune scene del film Il giudice ragazzino (1993) di Alessandro Di Robilant.