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Capèna

comune in provincia di Roma (36 km), 160 m s.m., 29,45 km², 5826 ab. (capenati), patrono: san Luca (18 ottobre).

Centro della valle del Tevere. L'antica Capena fu legata agli Etruschi di Veio fino alla colonizzazione romana (387 a. C.). Distrutto dai barbari nel sec. V, nel Medioevo il borgo fu possesso dei monaci di San Paolo di Roma con il nome di Leprignano. Prese il nome attuale nel 1933. § Fra le testimonianze artistiche spicca la chiesa di San Leone, che, eretta nel sec. XIII su un preesistente edificio, presenta due navate, iconostasi con bassorilievi e affreschi del sec. XI. Sono inoltre da ricordare la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con due baldacchini barocchi in legno dorato, il Palazzo Comunale, la torre dell'Orologio, la parrocchiale di San Michele, con trittico tardogotico di A. da Viterbo, e le necropoli etrusche con tombe dal sec. VII al III a. C. § Nell'agricoltura prevalgono le colture di vigneti DOC e dell'olivo; rilevanti anche la floricoltura, la produzione casearia e la lavorazione delle carni bovine. L'industria opera nei settori dei concimi e dei materiali da costruzione; si segnala anche l'artigianato dei merletti. § Nei dintorni, a Scorano, sorgono i resti dell'antico centro di Lucus_Feroniae.