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Caporciano

comune in provincia di L'Aquila (32 km), 836 m s.m., 18,29 km², 265 ab. (caporcianesi), patrono: san Benedetto (ultima domenica di giugno o prima domenica di luglio).

Centro situato alle propaggini meridionali del Gran Sasso d'Italia. Il territorio dipese dal monastero di Bominaco, già esistente e assai ricco intorno al Mille e dipendente da Farfa. Dal 1903 fu retto dagli abati e dai vescovi di Valva, che però se ne disputarono il controllo; il monastero, eccetto le chiese, fu distrutto nel 1423 da Braccio da Montone. § Il centro di Caporciano conserva la duecentesca chiesa di San Pietro in Valle in Croce, con affreschi del sec. XVI, e la parrocchiale di San Benedetto Abate, edificata sui ruderi del castello. Nella frazione di Bominaco rimangono due chiese, che con il castello formavano l'antico monastero: la chiesa di Santa Maria Assunta e l'oratorio di San Pellegrino. La prima, costruita intorno al Mille, è tra i più begli esempi di romanico abruzzese. Ha una semplice facciata, con una finestra centinata, e conserva all'interno uno splendido ambone (1180), un candelabro per il cero pasquale, il ciborio duecentesco dell'altare maggiore e la cattedra del sec. XII. Il secondo (edificato nel sec. XIII su una precedente costruzione) ha pianta rettangolare e un piccolo portico costruito con colonne di età romana; l'interno è rivestito di pregevoli affreschi del Duecento, con figure votive aggiunte nel Quattrocento. § L'agricoltura produce zafferano, mandorle e noci. È diffuso l'allevamento ovino e suino. Sono presenti piccole industrie di trasformazione. § Nei dintorni sorge il grande edificio della chiesa di Santa Maria dei Cintorelli, del tardo Cinquecento.