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Cappóni, Gino

storico, uomo politico e pedagogista italiano (Firenze 1792-1876). Di nobile e illustre famiglia, ebbe ottimi precettori tra i quali l'umanista G. B. Zannoni. Nel 1813 si recò a Parigi con una missione incaricata di rendere omaggio a Napoleone. Dopo la Restaurazione entrò alla corte granducale e fu nominato cavaliere di compagnia del principe di Carignano. Si diede poi a una lunga serie di viaggi che lo portarono dapprima in varie province d'Italia e quindi all'estero in numerosi Paesi, da dove tornò ricco d'esperienza e con la volontà di rinnovare le istituzioni del proprio Paese. Divenne così il principale animatore della vita culturale, sociale e politica fiorentina dei suoi tempi e con G. P. Vieusseux fondò nel 1821 il celebre periodico Antologia. Con C. Ridolfi e R. Lambruschini creò nel 1829 la prima Cassa di Risparmio fiorentina e sempre con Lambruschini nel 1836 la rivista pedagogica Guida dell'educatore. Anche dopo aver perso la vista (nel 1840), prese parte attivamente alla vita pubblica: nel 1848 fu chiamato alla Consulta e poi al Senato toscano e nel 1849 ebbe la presidenza del Consiglio; nel 1860 fu nominato senatore del Regno d'Italia. Politicamente fu sempre tra i moderati. Delle sue opere storiografiche la maggiore per mole e impegno è la Storia della Repubblica di Firenze (1875), ma raggiunse risultati migliori in altre opere quali Sulla dominazione dei Longobardi in Italia (1844), Storia di Pietro Leopoldo (incompiuta), Saggio sull'istoria del cristianesimo nei primi due secoli (postumo). Come pedagogista il suo nome è legato soprattutto al Frammento sull'educazione (scritto nel 1841, pubblicato anonimo a Lugano nel 1845), che è anche la sua opera più importante. In opposizione a Rousseau, l'educazione è vista in stretta connessione con la concretezza dell'ambiente storico-sociale dell'uomo. Di qui la svalutazione della capacità di incidenza di una riforma dei soli metodi educativi sulla ricostruzione spirituale del popolo, da attendersi, invece, per opera di una riorganizzazione complessiva della società, nei suoi ideali culturali e nei suoi istituti civili. La crisi dell'educazione, secondo Capponi, nasce nel Medioevo proprio perché in quel periodo storico si produce un'antitesi tra ideale educativo e forme della civiltà e della cultura. L'innesto concreto dell'educazione nella vita del tempo si congiunge tuttavia a una critica implacabile di ogni coercizione esterna del libero svolgimento individuale.

G. Gentile, Gino Capponi e la cultura toscana nel sec. XIX, in “La critica”, 1916-20; A. Ferrari, Gino Capponi storico, pedagogista, filologo, Milano, 1931; A. Gambaro, La critica pedagogica di Gino Capponi, Bari, 1956; G. Spadolini, La Firenze di Gino Capponi fra restaurazione e romanticismo, Grassina, 1986.