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Cappóni

famiglia fiorentina di parte popolana, immigrata dal contado di Legnaia dove si era forse stanziata sin dal sec. XI. Il primo personaggio della casata di cui si abbia notizia certa è Compagno di Uguccione, iscritto alla matricola della seta nel 1244 e morto combattendo a Montaperti (1260). Da lui nacque Bonamico, ambasciatore presso Celestino V e primo dei Capponi ad avere il priorato. Suo figlio Recco, più volte priore e ambasciatore presso Bonifacio VIII, ebbe numerosa discendenza. Con essa la famiglia si divise in cinque rami (Cappone, Filippo, Mico, Angelo e Neri) che si arricchirono aprendo case di credito in Italia e in Francia e praticando su larga scala il commercio della seta e della lana. Entrati attivamente nella vita politica soprattutto dopo la cacciata del duca di Atene (1343), i Capponi favorirono i Medici nel periodo del loro primo splendore, ma dopo la morte del Magnifico si ritirarono quasi completamente dall'attività pubblica benché alcuni di essi partecipassero poi a due cospirazioni antimedicee (1513, congiura di Agostino Capponi e P. P. Boscoli; 1575, congiura di Orazio Pucci). Oltre ai già citati, i personaggi più illustri della casata sono: Gino di NerieNeri di Gino; Piero di Gino (1446-1496), compagno e amico del Magnifico, ambasciatore presso Ferdinando di Napoli e Alfonso d'Aragona, deve la sua fama soprattutto all'audace fermezza con cui seppe opporsi alle inaccettabili pretese di Carlo VIII entrato in Firenze come nemico (fu appunto in tale occasione che avrebbe pronunciato la celebre frase: “E se voi sonerete le vostre trombe, noi daremo nelle campane”); fu commissario generale al campo di Pisa; Niccolò di Piero (1473-1529), vincitore della guerra di Pisa (1509) e più volte ambasciatore, contribuì in maniera determinante alla cacciata dei Medici da Firenze; confaloniere di giustizia durante le lotte con Clemente VII, fu posto sotto processo perché accusato di supposti accordi col papa; Lorenzo di Cappone (1512-1573), mandato fanciullo a Lione e arricchitosi grandemente, comperò la signoria di Crèvecoeur e di Amberieu dando origine al ramo francese dei Capponi; Luigi (1583-1659), cardinale, arcivescovo di Ravenna e legato di Bologna, venne infine nominato prefetto della Biblioteca Vaticana; Vincenzo (1605-1688), discepolo del Galilei, letterato e poeta, costituì una vasta e ricca raccolta di codici che, una volta acquisita dal genero Francesco Riccardi, venne a fondersi (1688) con la collezione, già raccolta alla fine del secolo precedente, della Biblioteca Riccardiana.