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Caràcciolo, Giàn Battista, detto il Battistèllo

pittore italiano (Napoli ca. 1578-1635). Dopo un primo tirocinio manieristico, aderì al luminismo del Caravaggio, trasformando però i caratteri immediati del realismo caravaggesco ampliandone gli effetti plastici e irrobustendo il disegno. Nelle opere sparse in varie chiese napoletane (Immacolata, S. Maria della Stella; Miracolo di Sant'Antonio, S. Giorgio dei Genovesi; altre in S. Pietro dei Turchini e in S. Chiara di Nola), ma soprattutto nella celebre Lavanda dei piedi (Napoli, certosa di S. Martino, 1622), la lezione caravaggesca appare meditata e rivissuta dall'artista. Tuttavia, un soggiorno a Roma nel 1614 e un viaggio al nord nel 1617 segnano un avvicinamento ai modi di Annibale Carracci e un ritorno alla maniera cinquecentesca, esemplificato particolarmente nel ciclo degli affreschi in S. Martino (cappella di S. Gennaro).