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Carèlia, Repùbblica di-

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(Karelskaja Avtonomnaja Respublika). Repubblica autonoma della Russia settentrionale, 172.400 km², 697.521 ab. (stima 2006), 4 ab./km², capoluogo: Petrozavodsk. Confini: Mar Glaciale Artico (N, NE), Arcangelo (E), Vologda (SE), Leningrado (S); Finlandia (W).

Generalità

A N il territorio si spinge fino oltre il Circolo Polare Artico, in corrispondenza del golfo di Kandalakša; affacciato a NE al Mar Bianco e alla baia di Onega, è limitato a S da una linea quasi parallela al corso del fiume Svir che unisce i laghi Onega e Ladoga. Geologicamente è costituita da un basamento cristallino (gneiss, graniti) che, all'inizio del Quaternario, fu interessato dall'azione erosiva e di deposito dei ghiacciai e che ora si presenta irregolarmente ondulato da basse colline moreniche e ricchissimo di bacini lacustri (laghi Tikše, Pja, Top, Eng, Vyg, Seg, Onega, Ladoga). Caratterizzata da un clima freddo e asciutto, nella sezione settentrionale è ricoperta dalla tundra, in quella meridionale, invece, da vasti boschi di conifere, il cui sfruttamento rappresenta la principale risorsa economica della popolazione (costituita per la maggior parte da russi (73,6%), poi da careli (10%), bielorussi ( 7%) e finni (2,5%); diffusi l'allevamento e la pesca; giacimenti di ferro e metalli pregiati, di oro e mica. La costruzione del canale che unisce il Mar Baltico con il Mar Bianco e della ferrovia San Pietroburgo-Murmansk, negli anni Trenta del Novecento, e inoltre la ricchezza di risorse idroelettriche hanno favorito un discreto sviluppo delle industrie chimiche, metallurgiche (alluminio a Nadvoicy), della carta, meccaniche e alimentari. Città principali, oltre al capoluogo, sono Kostomuksha, Sortavala, Segeža, Kem, Belomorsk e Medvežjegorsk.

Storia

Appartenne ai territori di Novgorod fin dal XIII secolo, per essere in seguito portata sotto controllo del regno di Svezia fin verso la metà del sec. XVIII, quando fu riconquistata dall'Impero russo. Rimase tale fino al marzo 1920, quando i careli si dichiararono indipendenti dalla Russia e decisero di appoggiarsi alla Finlandia. Ma questa non era allora in grado di svolgere grandi operazioni militari e si limitò a occupare il cosiddetto “istmo careliano” tra il Baltico e il lago Ladoga. Il rimanente territorio fu riorganizzato dai russi in repubblica autonoma (Repubblica Carelo-Finnica) nel 1923. Nel corso della guerra russo-finlandese (1939-40), l'URSS riprese il possesso dell'intera regione che abbandonò poi nel 1941. Nel giugno 1944 la Carelia ritornò all'URSS costituendosi in repubblica federata, ma senza comprendere l'istmo, che fu annesso alla provincia di Leningrado (oggi San Pietroburgo). Dopo la disgregazione dell'URSS (1991), la Finlandia ha riconosciuto la Russia come Stato sovrano, rinunciando ufficialmente a ogni rivendicazione territoriale sulla Carelia.