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Caracas

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capoluogo del Distrito Federal e capitale del Venezuela, 922 m s.m., 1.942.652 ab. (2011), 3.242.000 ab. (2011) l'agglomerato urbano.

Generalità

La città è situata sul fiume Guaire, nella conca omonima, ai piedi del monte Ávila (2153 m, alla cui sommità è collegata per teleferica) sul versante meridionale della Cordillera Litoral che la separa dalla costa del Mare delle Antille, da cui dista in linea d'aria solo 14 km. Il clima è tropicale ma temperato dall'altitudine: non a caso, la città è soprannominata la Ciudad de la Eterna Primavera, con temperature medie di 18 ºC d'inverno e di 21 ºC d'estate. In seguito allo sfruttamento, iniziato nel 1930, dei ricchi giacimenti petroliferi del golfo di Maracaibo, la città conobbe una rapida ma disordinata crescita economica e demografica. Caracas è un grande centro culturale, sede di cinque università (quella Central de Venezuela risale al 1725), tra le più moderne dell'America Latina, di numerosi istituti superiori, musei, biblioteche e accademie. Nel 2000 la Città Universitaria di Caracas, progettata dall'architetto Carlos Raúl Villanueva, è stata inserita dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità. La zona del monte Ávila è diventata parco nazionale protetto nel 1958, e costituisce il polmone verde della città.

Urbanistica

Risale agli anni Trenta del XX secolo l'urbanizzazione della pianura di Catia, a N-W, e la costruzione del quartiere residenziale del Paraíso, a S-W, oltre il Guaire; successivamente prese a estendersi prevalentemente verso E, assumendo la forma allungata che la caratterizza: da allora la città assunse un rapidissimo ritmo di incremento demografico tanto che nel 1950, quando contava già circa 500.000 abitanti, fu creata l'area metropolitana (360,3 km²), comprendente anche gli Stati di Sucre e Miranda. Per la sua limitatezza (il fondovalle del Guaire non è più largo di 4 chilometri) la zona pianeggiante divenne oggetto di una sfrenata speculazione edilizia, che ha portato alla proliferazione di grattacieli, mentre tutto intorno, sui versanti dirupati, si è formata una cintura discontinua di ranchos (disordinate baraccopoli). Nel corso degli anni Ottanta del Novecento è emersa la necessità, da un lato, di recuperare le aree marginali lasciate in balia della speculazione edilizia e, dall'altro, di agire sull'esistente, puntando alla qualità architettonica, con minime riforme di struttura. A tale contesto è da ricondurre la realizzazione, a partire dal 1980, di una rete metropolitana che conta oggi quattro linee (la prima è in funzione dal 1983) e la trasformazione pedonale di alcune aree centrali e arterie. A partire da tale periodo sono sorti anche grandi centri commerciali. Nel primo decennio del XXI secolo la riqualificazione urbana ha fatto notevoli passi avanti, con un miglioramento generale delle condizioni di vita della popolazione, grazie anche alla creazione di nuove strutture sociali e assistenziali e all'intensificarsi dei programmi di integrazione degli immigrati.

Storia

Fondata il 25 luglio 1567 da Diego de Losada col nome di Santiago de León de Caracas (dal nome dei Caracas, tribù di stirpe caribica che abitava la zona prima dell'arrivo degli spagnoli e dai quali fu sterminata), la città fin dal 1577 assurse a principale centro del Venezuela e dal 1578 a capitale del governatorato del Venezuela. Il 5 luglio 1811 un congresso rivoluzionario insediatosi nella città votò solennemente l'indipendenza del Venezuela dando inizio alle guerre per l'emancipazione del Paese dal dominio spagnolo. Il disastroso terremoto del 1812, i massacri della guerra d'indipendenza e soprattutto la non favorevole topografia frenarono nei secoli lo sviluppo della città coloniale che, chiusa tra i monti a N e il Guaire a S, ancora nel 1920, e cioè un secolo dopo l'erezione a capitale, contava appena 92.000 abitanti. È solo verso la metà del XX secolo che ha inizio la rapida crescita che porterà Caracas a diventare una popolosa metropoli.

Arte

Tra le diverse attrattive artistiche della città, particolare importanza riveste la Cattedrale: edificata nel 1567, mantiene la facciata coloniale che si inserisce nella prospettiva della piazza Bolívar, cuore pulsante della capitale. le altre numerose chiese presenti in città sono state oggetto di un intervento di rifacimento in epoche successive. Altro edificio storico importante è la casa natale dell'eroe nazionale Simón Bolívar, trasformata in museo memoriale. Interessanti sono anche il Giardino Botanico e il Parco Zoologico El Pinar.

Economia

Per la sua posizione intermedia tra la costa e il centro del Paese, la vicinanza al porto di La Guaira e la facilità delle comunicazioni con la regione andina (è collegata tramite la Gran Carretera Occidental de Venezuela alla Colombia e, tramite la Carretera Panamericana, alle altre capitali sudamericane), Caracas ha soprattutto una funzione commerciale, basata sull'esportazione di materie prime e prodotti dell'agricoltura locale (caffè, cacao). Qui avvengono tutti i negoziati per l'esportazione del petrolio estratto nel Paese. Dall'accresciuta vitalità economica della città ha tratto impulso anche il settore industriale, nel quale operano numerose aziende alimentari (zucchero, birra), tessili (cotone), vetrarie, cartarie, dell'abbigliamento, del cemento, per la lavorazione del cuoio e del tabacco, nonché stabilimenti meccanici (montaggio autoveicoli). Il calo del prezzo del petrolio nel 2008 ha provocato in tutto il Paese una contrazione della crescita economica e un aumento dell'inflazione, e gli effetti si sono ripercossi soprattutto sulla capitale. Verso N, grandi arterie e veloci autostrade collegano il centro di Caracas alle località in riva al mare: Maiquetía, sede dell'aeroporto internazionale, La Guaira, con il porto, uno dei principali sbocchi marittimi del Paese, e le stazioni balneari di Macuto, Naiguata e Catia-la-Mar.