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Carli, Giàn Rinaldo

economista, erudito, pedagogista (Capodistria 1720-Milano 1795). Fu studioso e scrittore versatile, enciclopedico per interessi. Professore di scienza nautica e di astronomia a Padova, fu successivamente nominato (1765) presidente del Consiglio delle finanze dello Stato di Milano, e, in tale ufficio, fece eseguire un piano di riforma della coniazione delle monete. I suoi contributi in materia monetaria sono contenuti nell'opera Delle monete (1754-60), che suggerì ai governanti di vari Paesi idee per promuovere riforme monetarie. Attese inoltre alla riforma scolastica dello Stato milanese e ne trattò nel Nuovo metodo per le scuole pubbliche in Italia (1774) in cui, contrassegnato da un atteggiamento conservatore e tradizionalista, sostenne la necessità, da parte dello Stato, di intervento a tutti i livelli scolastici attraverso un'istruzione pubblica e laica. Fu contrario alle teorie fisiocratiche: avversò il liberismo e ritenne l'industria fonte di ricchezza maggiore dell'agricoltura. Nell'opera Breve ragionamento sopra i bilanci economici delle nazioni (1770) dimostrò infondate anche le teorie mercantiliste sull'importanza delle esportazioni come unica misura della ricchezza nazionale. Della sua attività di storico, meritano in particolare di essere ricordate le Lettere americane (1780), in cui cercò di dimostrare che lo sviluppo delle popolazioni segue una linea uniforme, e le Antichità italiche (1788-90) in cui tracciò un quadro del passato politico, filosofico, artistico dell'Italia, dai Romani al sec. XIV. Celebre l'articolo di Carli Sulla patria degli italiani, pubblicato nel Caffè: segna l'inizio del giornalismo politico del Risorgimento.