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Carlo II (imperatore)

imperatore, detto il Calvo (Francoforte sul Meno 823-Bride-les-Bains 877). Figlio di Ludovico il Pio, partecipò alla lotta fra i suoi fratelli per la spartizione dei territori paterni al fianco di Ludovico il Germanico contro Lotario. Con il Trattato di Verdun (843) ottenne la Francia Occidentalis, ossia i territori a W della linea Schelda-Mosa-Saona-Rodano. All'interno dei suoi domini combatté lungamente con scarso successo i Bretoni, che volevano affermare la loro completa autonomia e che la conseguirono appunto nell'846 sotto la guida del duca Salomone; miglior successo ebbe contro Pipino II, a cui tolse il regno d'Aquitania assegnandolo al figlio Carlo (855). Alla morte di Lotario II (869), re della Lotaringia, Carlo II e Ludovico il Germanico si divisero questo regno e con il Trattato di Meerssen (870) stabilirono nuovi confini fra i rispettivi domini. Nell'876, morto Ludovico II, imperatore e re d'Italia, Carlo II s'impossessò anche della Provenza e dell'Italia, dove discese, sostenuto dal papato che aveva bisogno di un aiuto militare contro i Saraceni, e ricevette da Giovanni VIII la dignità imperiale (875) e reale (876); tentò poi la conquista della Germania, ma fu sconfitto ad Andernach (876) da Ludovico il Giovane. I grandi feudatari allora lo costrinsero a emanare il Capitolare di Kiersy, con il quale venivano sanciti molti privilegi, relativi soprattutto all'ereditarietà dei feudi acquisiti dai grandi signori del regno. Ridisceso in Italia nell'877, gli mosse contro Carlomanno,figlio di Ludovico il Germanico. Egli però, a conoscenza di nuove turbolenze della nobiltà del regno, decise di tornare in Francia, ma morì sulla via del ritorno.§ Nel periodo di regno di Carlo II (843-877) ebbe grande sviluppo l'arte della miniatura grazie all'impulso da lui dato all'illustrazione e all'abbellimento decorativo dei manoscritti per la sua biblioteca. Per lui furono eseguiti il salterio detto appunto Salterio di Carlo il Calvo (Parigi, Biblioteca Nazionale), nella cui legatura eburnea sono rappresentate, con grande espressività drammatica, scene tratte dai Salmi, il Libro di preghiere della Reiche Kapelle di Monaco e lo sfarzoso Codex Aureus di Sant'Emmeram (Monaco). Il capolavoro del gruppo è tuttavia rappresentato dalla grande Bibbia di S. Paolo fuori le mura (Roma), che costituisce oltretutto il punto di confluenza delle correnti di Reims e di Tours e raggiunge il punto più alto dell'arte della miniatura carolingia.