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Carlo X (re di Francia)

i Francia (Versailles 1757-Goritz 1836). Nipote di Luigi XV, fratello di Luigi XVI e di Luigi XVIII, noto come Charles-Philippe conte d'Artois, visse alla corte di Francia scandalizzandola per la dissolutezza del suo comportamento e le sue idee assolutiste. Nel 1789 emigrò a Torino con la moglie, la principessa Maria Teresa di Savoia e i figli. Chiamato a capeggiare la rivolta in Vandea, non osò sbarcare in Francia e visse in esilio. Alla caduta dell'impero napoleonico fece ritorno a Parigi, assumendo il governo provvisorio e firmando con gli alleati il trattato del 30 maggio 1814 che permetteva il recupero di tutte le fortezze prese a partire dal 1792. Durante il regno di Luigi XVIII, Carlo X si oppose alla politica attuata da quest'ultimo perché ritenuta moderata. Il suo regno, iniziato nel 1824 alla morte del fratello, diede completo appoggio alla politica autoritaria del ministro Villèle; venne stabilita un'indennità di 650 milioni di franchi (legge miliardo) per gli emigrati e furono preparati disegni di legge per ripristinare la pena di morte per il sacrilegio e il controllo del clero sull'istruzione. Le elezioni del 1827, nonostante il suffragio ridotto, portarono al governo Martignac (gennaio 1828), un liberale moderato che, revocato nell'agosto 1829, fu sostituito con il ministro Polignac. La crisi che seguì e il tentativo di risolverla con provvedimenti repressivi (le quattro ordinanze che scioglievano le Camere limitavano la libertà di stampa e modificavano la legge elettorale) portarono alla rivoluzione del luglio 1830 (les trois Glorieuses: 27, 28, 29 luglio). Carlo X fuggì a Rambouillet, dove abdicò in favore del nipote, duca di Bordeaux e lasciò poi la Francia. § Va sotto il nome di Carlo X lo stile decorativo fiorito in Francia durante il suo regno. Rientra nello stile Restaurazione (comprendente appunto i regni di Luigi XVIII e Carlo X ) e si affermò soprattutto presso la borghesia per il suo carattere di grande praticità.