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Carmagnòla

comune in provincia di Torino (28 km), 240 m s.m., 96,38 km², 24.911 ab. (carmagnolesi), patrono: Immacolata Concezione (8 dicembre).

Cittadina della pianura torinese fra il corso del Po e le propaggini occidentali del pianalto di Poirino. L'abitato si divide in una parte vecchia, a pianta quadrata, con varie case dalla struttura medievale, e in una moderna, a E, sviluppatasi intorno alla stazione ferroviaria. Pagus romano, dal sec. XIII appartenne ai marchesi di Saluzzo, che la tennero fino alla loro estinzione (1548). Importante piazzaforte militare, fu più volte contesa nei sec. XV e XVI. Sotto i Savoia dal 1588, venne occupata dal Catinat alla fine del sec. XVII. Nel 1799 insorse contro i francesi, ma fu domata e incendiata. § I monumenti più interessanti sono il castello, dalla torre quadrata, fatto erigere dai marchesi di Saluzzo nel sec. XIII o XIV, e la collegiata (1492-1514, restaurata nel 1955-58). La chiesa di Sant'Agostino (sec. XV) conserva della fabbrica originaria l'abside pentagonale e il campanile. Delle case dei sec. XIV e XV, rilevante la casa Cavassa con affreschi sulla facciata. Interessanti il Museo Rondani, dedicato all'arte tipografica, e l'Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa. § Carmagnola ha registrato negli ultimi anni un notevole incremento demografico legato alla sua vivace economia. L'agricoltura produce cereali, canapa, foraggi, ortaggi (rinomati i peperoni) e frutta; consistente il patrimonio di bovini da carne e di animali da cortile. L'industria è sviluppata nei settore metallurgico, meccanico, alimentare, tessile, del legno, della gomma, dell'abbigliamento, dei laterizi e dei materiali da costruzione. Fiorenti le attività terziarie. § Ogni anno nella prima settimana di settembre si tiene la Sagra del Peperone, che, al di là dell'aspetto agricolo e commerciale, è un'occasione per manifestazioni artistiche e culturali di un certo rilievo.