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Casèlla, Alfrédo

compositore, pianista e critico musicale italiano (Torino 1883-Roma 1947). Studiò pianoforte con la madre e, dal 1896, al Conservatorio di Parigi. Qui si mise in luce come concertista e compositore. Dal 1915 si stabilì a Roma e svolse un'intensa attività di compositore, pianista, direttore, critico musicale, didatta e animatore della vita musicale, acquisendo grande merito nell'azione tesa a sprovincializzare la vita musicale italiana e a far rinascere la musica strumentale. Nel 1917 fondò la Società Italiana di Musica Moderna e dal 1937 diresse il Festival di musica contemporanea di Venezia. All'inizio dell'attività compositiva si rivelò più sensibile alle istanze di rinnovamento diffuse in Europa, dalle tensioni quasi espressionistiche di Notte di maggio (1913) alla secchezza parigina dei Pupazzetti (1915) per pianoforte; più tardi teorizzò una musica “mediterranea” e in nome di una concezione “solare”, adeguata alla “razza latina”, abbandonò in gran parte le premesse iniziali ripiegando su un linguaggio meno personale, teso a un'eloquente e discorsiva piacevolezza e caratterizzato da frequenti ritorni al passato musicale italiano. Oltre a molta musica strumentale, compose per il teatro 4 balletti, tra cui La giara (1924), e 3 opere, tra cui La donna serpente (1932).

F. D'Amico e G. M. Gatti (a cura di), Alfredo Casella, Symposium, Milano, 1958; L. Pestalozza, Introduzione all'Antologia della “Rassegna Musicale”, Milano, 1966; V. Duse, Per una storia musicale del Novecento, Torino, 1981.

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