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Casòria

comune in provincia di Napoli (8 km), 70 m s.m., 12,03 km², 80.331 ab. secondo una stima del 2007 (casorani), patrono: san Mauro (15 gennaio).

Cittadina della pianura campana, unita senza soluzione di continuità ai comuni di Casavatore e Afragola e ai quartieri napoletani di Capodichino e San Pietro a Patierno. La prima notizia sul territorio risale al 529, quando fu donato a san Benedetto da Norcia; il borgo è invece citato a metà del sec. X come Casa aurea e in seguito Casaura. Possesso dell'arcivescovo di Napoli (1279), ebbe diversi signori, finché nel 1580 si riscattò dal dominio feudale. Nel 1673 fu dei Di Sangro, quindi di Eleonora Mansfeldt e Luigi Ronchi. Nel 1855 fu sottoposta, insieme a tutta la zona paludosa del circondario di Napoli, a una massiccia opera di bonifica. § Il nucleo antico dell'abitato conserva palazzi barocchi e ottocenteschi, con pregevoli cortili. Notevoli sono la collegiata di San Mauro, con facciata moderna, interno barocco e soffitto a cassettoni in oro, che conserva bei dipinti (sec. XVIII) e un fonte battesimale in marmo del 1794; la chiesa neoclassica di San Benedetto, con cupola in maiolica; e quella di Santa Maria delle Grazie, tardobarocca, ma rimaneggiata. § Posta alla convergenza di importanti vie di comunicazione (autostrade del Sole e Bari-Napoli), è uno dei centri più industrializzati della provincia, con aziende nei settori siderurgico, metalmeccanico, vetrario, alimentare e delle materie plastiche. L'agricoltura produce uva da vino, ortaggi e frutta.