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Castèlli, Lèo

mercante d'arte e collezionista statunitense di origine italiana (Trieste 1907-New York 1999). Nato in una famiglia di banchieri, visse a Trieste, Vienna, Milano (ove si laureò in giurisprudenza), Bucarest e Parigi. Qui, nel 1939, con l'aiuto del suocero e in società con René Drouin, Castelli aprì una galleria d'arte al n. 17 di Place Vendôme e instaurò i primi contatti con i pittori surrealisti. A causa delle persecuzioni razziali, nel 1941 abbandonò la Francia con la figlia e la moglie Ileana Shapira (divenuta in seguito la celebre gallerista nota come Ileana Sonnabend) e si stabilì a New York. Qui, già nel 1941, fu contattato da Peggy Guggenheim, la cui galleria Art of This Century era il luogo d'incontro sia dei surrealisti europei sia dei giovani artisti americani. Nel 1947 S. R. Matta introdusse Castelli nella cerchia dei newyorkesi (Pollock, de Kooning, Motherwell, Rothko, Kline). Chiusa la galleria di Parigi nel 1949, Castelli inaugurò nel 1957 quella newyorkese, esponendo accanto ai pittorieuropei, gli americani De Kooning, Pollock e D. Smith. Il nome di Castelli è legato alla pop art americana: ne fu il primo sostenitore presentando J. Johns, R. Rauschenberg e Cy Townbly (1958), F. Stella (1959), R. Lichtenstein (1961), Andy Warhol (1964), J. Rosenquist (1965) e poco dopo Castelli Oldenburg. La galleria Castelli ha avuto un ruolo fondamentale anche per i primi esponenti della minimal art (D. Judd, R. Morris, Dan Flavin) e dei post minimalisti Richard Serra, Keith Sonnier, Bruce Nauman. Alla fine degli anni Settanta, inoltre, Castelli si è occupato dei Nuovi selvaggi tedeschi e degli artisti della Transavanguardia italiana; tra gli artisti che hanno esposto presso la galleria, sono pure da ricordare: gli italiani S. Chia, F. Clemente e M. Merz, lo svizzero E. Dokoupil, gli americani J. Schnabel e D. Salle.