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Castèllo del Matése

comune in provincia di Caserta (50 km), 476 m s.m., 21,48 km², 1476 ab. (castellani), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Centro sul versante meridionale del Matese, compreso nell'omonimo parco regionale. Sorto forse in epoca sannitica, nei sec. X e XI fu fortificato dai Normanni e munito di castello; l'imperatore Federico II lo infeudò ai D'Aquino. Passato ai Gaetani d'Aragona (1383), fu assediato durante la Congiura dei baroni (sec. XV). § La parrocchiale di Santa Croce, di origini medievali ma rifatta nel 1694, ha l'interno decorato da stucchi e intarsi e custodisce pregevoli altari in marmo. La chiesa di Santa Maria delle Grazie è di semplici linee settecentesche. Al margine del paese sono due torri cilindriche medievali collegate da un tratto di mura. § Le principali risorse economiche sono l'agricoltura (ortaggi e olive), l'allevamento bovino e bufalino (con produzione lattiero-casearia) e il turismo escursionistico e naturalistico.