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Castelgrande

comune in provincia di Potenza (56 km), 950 m s.m., 34,45 km², 1231 ab. (castelgrandesi), patrono: san Vito (15 giugno).

Centro dell'Appennino Lucano, posto sul versante sudoccidentale del Toppo di Castelgrande. È l'antico Castrum Grandinis, insediamento gotico, divenuto possesso dei conti di Balvano in epoca normanno-sveva. Carlo d'Angiò lo concesse a Pietro Annibaldo e ai Sanseverino, da cui passò ai Durazzo e ad altri feudatari. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. § Del castello angioino restano pochi ruderi e dell'antica cinta muraria, la porta di San Giovanni. La chiesa madre, dedicata all'Assunta ed eretta nel 1631, è stata rimaneggiata nel 1870 e sottoposta a restauro dopo i vari eventi sismici. § L'agricoltura produce cereali, ortaggi e frutta e sono sviluppate le attività silvo-pastorali. Sono attive alcune aziende della lavorazione del legno. È discreto il turismo (escursioni ai monti Toppo di Castelgrande, Giano e Paratiello). § In località Toppo di Castelgrande è un importante osservatorio astronomico, sorto in collaborazione con quello di Capodimonte. Fuori dall'abitato è la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, eretta nel sec. XII e ampliata nel sec. XVII; l'interno a croce greca, con i bracci terminanti in absidi, conserva opere d'arte dei sec. XVII e XVIII e un altorilievo ligneo (Madonna di Costantinopoli) del Seicento.