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Castilla, Ramón

generale e uomo politico peruviano (Tarapacá 1797-Tiviliche, Arica, 1867). Nel periodo delle lotte tra Perú e Bolivia, dopo la resa del presidente L. J. de Orbegoso alla Bolivia, organizzò in Cile un esercito con il quale rientrò in patria nel 1837, sconfisse Orbegoso e marciò su Lima. Amico del presidente Gamarra, prese parte con questi alla campagna contro la Bolivia. Già al potere dal 1844 per un colpo di stato, nel 1845 convocò le elezioni da cui ottenne la presidenza. Durante il suo primo mandato, che durò fino al 1851, si sforzò di migliorare l'economia e costruì strade e porti. Riportato al potere da un movimento rivoluzionario nel 1855, fu rieletto presidente nel 1858. Durante il suo secondo mandato (1858-62) introdusse importanti riforme: abolì la schiavitù, pose fine al tributo coloniale che ancora pagavano gli Indios e fece promulgare una nuova Costituzione (1856) che aboliva la pena capitale, i privilegi ecclesiastici e militari, ristabiliva le amministrazioni municipali e introduceva il suffragio universale. La Costituzione, revocata nel 1860, fu sostituita con un'altra di tipo conservatore. Nel 1861 Castilla fece un secondo tentativo infruttuoso di annettere la Bolivia. Ritiratosi nel1862, morì ucciso presso Arica, mentre stava organizzando una rivolta contro il presidente Prado.