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Catània (città)

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capoluogo della provincia omonima, 7 m s.m., 180,88 km², 298.957 ab. secondo una stima del 2007 (catanesi), patrono: sant’ Agata (3-5 febbraio).

Generalità

Città della Sicilia posta sul golfo omonimo lungo il litorale ionico. L'abitato si estende con pianta regolare fino alle estreme propaggini meridionali dell'Etna, spingendosi, a S, nella fertile piana di Catania, dove sorgono i più recenti quartieri industriali e l'aeroporto di Fontanarossa. Devastato nel 1669 da un'eruzione vulcanica, che ne distrusse la parte occidentale e, nel 1693, da un terremoto, l'abitato fu riedificato all'inizio del Settecento, con struttura simmetrica e sistema viario ortogonale, i cui assi principali furono individuati nella via Uzeda (adesso Etnea), da N a S, e nella via Lanza (adesso Antonio di Sangiuliano) da W a E. "Per la pianta della città vedi pg. 45 del 6° volume." "Per la pianta della città vedi il lemma del 5° volume." Dalla fine del sec. XVII lo sviluppo demografico e urbanistico fu molto rapido e si diresse prevalentemente verso N e verso NE, conglobando i centri di Cibali, Guardia e Ognina, e raccordandosi con i centri costieri di Cannizzaro, Aci Castello e Aci Trezza. Un nuovo assetto topografico fu progettato nel 1880, dopo la costruzione della stazione ferroviaria, l'attivazione delle linee Catania-Messina e Catania-Palermo e la sistemazione del porto. È sede arcivescovile e universitaria.

Storia

Secondo la testimonianza di Tucidide, Katane venne fondata dai Calcidesi di Nasso poco dopo il 729 a. C. Gli antichi la ricordano come città ricca e importante, patria del legislatore Caronda, di cui adottò la Costituzione. Nel 476 a. C. fu conquistata da Gerone I di Siracusa, che ne deportò gli abitanti a Leontini e che la ripopolò dandole il nome di Aitna, con i Dori provenienti da Siracusa e dal Peloponneso. Nel 461 a. C., con la caduta della tirannide siracusana, la città tornò ai Caldicesi, riprendendo l'antico nome di Katane. Alleata di Atene durante la guerra del Peloponneso (415-413 a. C.), nel 403 a. C. venne riconquistata da Dionisio I di Siracusa che vi insediò mercenari campani. Rimasta nell'orbita siracusana, fu una delle prime città a essere conquistata dai Romani (263 a. C.) durante la prima guerra punica. Civitas decumana (soggetta cioè al pagamento di un'imposta) per più di due secoli dopo il riordino amministrativo della Sicilia (210 a. C.), visse un notevole sviluppo economico e urbanistico, risollevandosi dalle devastazioni dell'eruzione vulcanica del 123 a. C. e dalle depredazioni di Sesto Pompeo durante le guerre civili. Divenuta colonia (21 a. C.), conobbe in età imperiale un lungo periodo di splendore. Occupata dagli Ostrogoti, fu conquistata da Belisario nel 535, rimanendo sotto il dominio bizantino fino agli inizi del sec. IX, quando passò agli Arabi, divenendo florido centro commerciale. Nel 1071 fu conquistata dai Normanni e infeudata all'abate Angerio, che nel 1091 venne nominato vescovo da papa Urbano II. L'interruzione dei traffici commerciali con il mondo islamico determinò l'avvio di una crisi economica e demografica, che si aggravò in seguito al terremoto del 1169. Ostile agli Svevi, fu saccheggiata nel 1194 e nel 1232. Sotto gli Svevi si liberò però dal dominio feudale, diventando città regia e comune nel 1240. Conobbe un periodo di grande splendore con gli Aragonesi, che premiarono la sua fedeltà con ampi privilegi, il potenziamento del porto e l'istituzione del primo Studium siciliano (1434). Nel 1516 e nel 1647 la città diede vita a rivolte contro l'opprimente fiscalismo spagnolo, pur continuando a espandersi fino al sec. XVII, quando venne distrutta prima dall'eruzione del 1669 e poi dal terremoto del 1693. Dal 1694 fu oggetto del piano di ricostruzione urbanistica promosso dal duca di Camastra e, nel corso dei sec. XVII e XVIII, risorse ampliandosi considerevolmente. Schierata dalla parte dei liberali nel 1820 e contraria all'autonomia siciliana, partecipò ai moti popolari nel 1848-49 e appoggiò Garibaldi nel 1860 e nuovamente nel 1862, durante il suo fallito tentativo di conquistare Roma. Scelta dai tedeschi come caposaldo difensivo per arrestare l'avanzata americana, venne pesantemente bombardata nel luglio del 1943 e cadde in mano alleata il successivo agosto; nel dicembre dello stesso anno fu teatro di moti separatisti, che culminarono nell'incendio del Palazzo degli Elefanti e dell'Archivio Storico del Comune. A partire dagli anni Ottanta del Novecento, grazie a nuove iniziative economiche e culturali, la città è divenuta uno dei centri più dinamici del Meridione.

Arte

La città, ricostruita nel Settecento su piano regolatore dell'architetto Giovanni Battista Vaccarini, si evidenzia per i suoi edifici barocchi, che sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Centro cittadino è la piazza del Duomo, con la famosa fontana dell'Elefante (in dialetto Liotru), opera del Vaccarini (1736), realizzata mettendo insieme materiale di recupero: l'elefante in pietra lavica di età romana e l'obelisco egizio. Poco distante è l'ottocentesca fontana dell'Amenano, alimentata dall'acqua dell'omonimo fiume sotterraneo e alle cui spalle si apre la Pescheria, pittoresco mercato che si snoda anche per le vie limitrofe. Sulla piazza prospettano il seminario dei Chierici e il Palazzo degli Elefanti, sede municipale, entrambi settecenteschi, e la cattedrale dedicata a Sant'Agata. Con tre absidi semicircolari e il transetto dell'originaria costruzione medievale (sec. XI-XII), la chiesa si presenta nel rifacimento settecentesco, con prospetto del Vaccarini (1733-61); nell'interno, a tre navate, è la cappella di Sant'Agata (dove sono custodite le reliquie e parte del ricchissimo tesoro della santa), delimitata da una notevole cancellata in ferro battuto, che conserva belle opere scultoree di Antonello Freri (sec. XV-XVI), tra cui spiccano un trittico marmoreo e l'ornato portale (1495). La barocca porta Uzeda (1696) collega la piazza del Duomo con la popolare zona del porto, percorsa dalla via Dusmet, costeggiata dai resti dell'antica cerchia muraria e su cui si affacciano l'Arcivescovado e il palazzo Biscari. L'edificio, realizzato nel 1763 su progetto di Francesco Battaglia e completato alla fine del Settecento da Antonino Battaglia, presenta una fastosa facciata principale, con cariatidi e balconi decorati da ricchi rilievi. All'interno sono da menzionare il salone delle feste, con volta a cupola, specchi e affreschi di Sebastiano Lo Monaco, e la galleria, con una bella scala a chiocciola di gusto rococò. Dalla piazza del Duomo si diparte l'ampia e diritta via Etnea, che sale in direzione dell'Etna; nella contigua piazza dell'Università si collocano il palazzo Sangiuliano, realizzato dal Vaccarini nel 1745, e il palazzo dell'Università dall'elegante cortile interno, con prospetto di A. Battaglia (fine sec. XVIII), rimaneggiato nell'Ottocento. La tardobarocca Collegiata, con splendida facciata di Stefano Ittar (1758), fu costruita all'inizio del sec. XVIII su progetto di Antonio Amato. Sulla piazza Bellini si affaccia il teatro Massimo Bellini, edificio ottocentesco di raffinato gusto eclettico. La più notevole costruzione di età medievale è il castello Ursino, eretto per volere di Federico II tra il 1239 e il 1250; la struttura, rigorosamente geometrica, a pianta quadrata con torri cilindriche agli angoli e torri semicilindriche a metà di ogni lato, fu più volte rinforzata e rimaneggiata. Costruzioni religiose di grande pregio, tra le più compiute espressioni del barocco catanese, si affacciano sulla via Crociferi: la chiesa di San Camillo (1723-57); il convento dei Padri Crociferi (1771-80); la chiesa di San Giuliano, realizzata dal Vaccarini; il Collegio gesuitico, sede dell'Istituto d'Arte; la chiesa di San Francesco Borgia; la chiesa di San Benedetto (all'interno, a una navata, sontuosi stucchi e altari e affreschi del messinese Giovanni Tuccari, 1725); la Badia grande (1771-77), opera di Francesco Battaglia, e la Badia piccola; e infine, passato l'arco di San Benedetto (1704), la chiesa di San Francesco d'Assisi e dell'Immacolata, dalla ricca facciata con due campanili con copertura a cupola. Sulla piazza Dante prospetta la chiesa di San Niccolò, la più ampia tra le chiese della Sicilia, iniziata nel 1687 e continuata nel corso del Settecento. La facciata, mai completata, è scandita da possenti colonne tronche; l'interno, quasi privo di elementi decorativi, conserva una singolare meridiana con figure zodiacali (1841), un grandioso organo realizzato da Donato Del Piano e un pregevole coro ligneo intagliato; adiacente è l'imponente monastero benedettino di San Niccolò l'Arena, costruito a partire dal 1703 su un edificio della fine del Cinquecento e adesso adibito a sede universitaria, al cui interno sono il refettorio, che conserva nella volta una cornice a stucco che circonda un affresco di Giovanni Battista Piparo (San Benedetto e san Nicolò in gloria), due pregevoli chiostri, realizzati su disegno di A. Amato, e, nel giardino, il chiosco neogotico (sec. XIX), con belle ceramiche policrome. Notevole è la chiesa di Santa Maria di Gesù, risalente al Quattrocento, conserva dell'originaria costruzione la gotica cappella Paternò (sec. XV-XVI); all'interno sono la statua della Madonna col Bambino e due angeli di Antonello Gagini e un Crocifisso di fra' Umile da Petralia. Tra i resti monumentali di epoca romana e greca, notevoli sono il teatro romano, costruito su uno più antico del sec. V a. C, l'adiacente odeon, ai piedi del colle dell'antica acropoli, l'anfiteatro romano (compiuto forse nel sec. II), i cui resti sono visibili in piazza Stesicoro, e i ruderi delle terme.

Musei e biblioteche

Il Museo Civico di Castello Ursino comprende un'importante sezione archeologica, una raccolta di sculture medievali e moderne, una notevole pinacoteca (con opere di Pietro Novelli e del Beato Angelico) e collezioni di monete, porcellane, maioliche, strumenti, presepi e tessuti. Il Museo Civico Belliniano custodisce strumenti e partiture musicali, cimeli, suppellettili e documenti appartenuti al celebre compositore catanese. Nel palazzo della famiglia Verga-Catalano, al secondo piano, è la Casa Museo “Giovanni Verga”, dove lo scrittore abitò gli ultimi venti anni della sua vita; conserva gli arredi originali, cimeli, oggetti e la biblioteca del Verga. Al primo piano dello stesso edificio è la biblioteca dello scrittore Federico De Roberto, che a Catania morì nel 1927. Nel monastero benedettino di San Niccolo l'Arena ha sede l'istituzione delle Biblioteche Riunite Civica e “A. Ursino Recupero”, con preziosi volumi e manoscritti e una ricca emeroteca. Il palazzo dell'Università ospita il Museo dello Studio, con documenti relativi alla vita accademica catanese e la Biblioteca Regionale Universitaria di Catania, con antichissimi incunaboli, codici miniati e manoscritti. Interessante è l'Orto Botanico, fondato nel 1858 e diviso in Orto generale e in Orto siculo, con le piante tipiche della flora siciliana. Notevole è il complesso fieristico, espositivo e congressuale “Le Ciminiere” (25.000 m²), nato dal riutilizzo di un agglomerato industriale di raffinerie di zolfo e caratterizzato dal contrasto tra le moderne strutture in acciaio e vetro e le antiche ciminiere; comprende, tra l'altro, un teatro all'aperto, il Teatro Stabile per l'Opera dei Pupi, il Museo dello Sbarco in Sicilia e il Museo del Cinema.

Economia

Catania è un grande centro industriale e di servizi, nonché importante mercato ortofrutticolo, ittico e zootecnico. Le attività industriali (ubicate soprattutto nel polo industriale di Pantano d'Arci, a S della città) riguardano i settori chimico, farmaceutico, metalmeccanico, metallurgico, elettrotecnico, elettronico, alimentare, tessile, cartario, dell'abbigliamento e del legno. L'agricoltura produce agrumi, olive, uva, cereali, ortaggi e frutta ed è attivo il comparto florovivaistico. Importanti sono anche l'allevamento (bovini, ovini, caprini, equini e bufali) e la pesca. In costante sviluppo è il movimento turistico, favorito dal ricco patrimonio storico e culturale, da notevoli strutture ricettive e ricreative, dallo splendido litorale e dall'Etna, il vulcano più alto d'Europa. Catania vanta un'efficiente struttura portuale e aeroportuale.

Curiosità

In occasione della Festa di Sant'Agata, patrona della città, si svolgono due solenni processioni in cui il busto in argento della santa, contenente le sacre reliquie e preziosamente addobbato, viene accompagnato da una folla di devoti, con indosso il tradizionale abito bianco, detto “sacco”, e da undici candelore (rappresentanti le corporazioni di mestiere della città), enormi ceri di legno intagliato e dorato, arricchiti da statuine che raffigurano il martirio della santa. Catania diede i natali, tra gli altri, al compositore Vincenzo Bellini (1801-1835), allo scrittore Giovanni Verga (1840-1922), all'attore Angelo Musco (1872-1937), al critico e filologo Concetto Marchesi (1878-1957), al pedagogista Giuseppe Lombardo-Radice (1879-1938), al filosofo e critico Salvatore Battaglia (1904-1971), al fisico Ettore Majorana (1906-forse 1938) e all'attore Turi Ferro (1921-2001).

Per la geografia

S. Boscaino, Vicende urbanistiche di Catania, Catania, 1966; C. Formica, La Piana di Catania, Napoli, 1970; Autori Vari, Le grandi città italiane. Saggi geografici e urbanistici, Milano, 1971; G. Dato, La città di Catania, Catania, 1984.

Per la storia

J. Berard, La Magna Grecia, Torino, 1963; A. Holm, Storia della Sicilia antica, Bologna-Roma, 1965; G. Merode, Catania nella vita democratica (1946-1975), Catania, 1988.

Per l'arte

G. Policastro, Catania prima del 1693, Torino, 1952; A. M. Fallico, Capitelli antichi nella cattedrale di Catania, Palladio, 1967; G. Farretto, Arte a Catania, Catania, 1984.