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Catóne, Marco Pòrcio, detto Uticénse

(latino Marcus Porcíus Cato Uticensis), uomo politico romano (Roma 95-Utica 46 a. C.). Discendente di Catone il Censore, fu seguace dell'etica stoica e diede prove solenni di rettitudine e rigore morale nelle cariche ricoperte durante la sua carriera politica; fu questore nel 65, tribuno della plebe nel 62; portò a Roma immense ricchezze quando nel 58 tolse a Tolomeo, re di Cipro, gli Stati usurpati; rivestì la pretura nel 54. Sempre fedele ai suoi ideali di libertà, come nel 63 si era schierato con Cicerone contro Catilina, nel 60 fu col Senato contro Cesare (che in polemica contro di lui scrisse l'Anticato), Crasso e Pompeo, e nel 49 si allineò dalla parte dello stesso Pompeo quando il Senato gli si affidò nella lotta finale contro Cesare. Dopo la battaglia di Farsalo, morto Pompeo e sconfitti da Cesare i resti delle forze pompeiane a Tapso, Catone, dopo aver cercato invano di raccogliere in Africa nuove forze, finì col togliersi la vita. § Catone tenne molto posto nella scena politica dell'agonizzante repubblica romana, e molto ne ha tenuto nella fantasia di poeti e pensatori, anche per l'esaltazione fattane da Cicerone nel Cato e da Lucano nella Farsaglia, quale strenuo difensore della libertà a ogni costo; appunto come simbolo di tale libertà spirituale, Dante lo ha posto a guardia del Purgatorio. Il suo personaggio ha inoltre ispirato parecchi autori drammatici, che si sono particolarmente soffermati sul suo esilio a Utica e sul suo suicidio. Apre la serie il fortunatissimo Cato di J. Addison (rappresentato la prima volta nel 1713), tragedia neoclassica con poca azione e netta prevalenza della declamazione sui sentimenti. L'opera fu tradotta in tutta Europa e ispirò il Caton d'Utique (1715) del francese F.-M.-Ch. Deschamps, nonché Der sterbende Cato (1732; Il Catone morente) di J. Ch. Gottsched. Il solo a staccarsi dal modello addisoniano fu il Metastasio con il melodramma Catone in Utica (Roma, 1728, con musiche di L. Vinci), in malfermo equilibrio tra velleitarie aspirazioni tragiche e una sincera vena patetica che complica l'intreccio con una vicenda sentimentale. Su questo libretto furono composte nel sec. XVIII 25 opere liriche.