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Cavalièr d'Arpino, Giusèppe Césari detto il-

pittore italiano (forse Arpino 1568-Roma 1640). Più che per i suoi esiti artistici, la sua opera interessa come fenomeno di cultura perché costituisce l'espressione di quella fase ritardataria del manierismo che sopravvisse nell'ambiente romano fino alla prima metà del sec. XVII. Di formazione eclettica, l'artista seppe elaborare una pittura di carattere accademico ma di grande effetto compositivo (Fuga in Egitto, Roma, Galleria Borghese). La sua attività si svolse a Roma sotto la protezione della corte papale. Il suo discorso, iniziato con gli affreschi di Trinità dei Monti (di cui rimane solo la Canonizzazione di S. Francesco di Paola), si sviluppa poi negli affreschi della loggia Orsini (1583-89) che richiamano i modi del Roncalli e di Raffaellino da Reggio. Gli affreschi del transetto di S. Anastasio dei Greci e i dipinti della certosa di S. Martino a Napoli rivelano il suo avvicinamento al Barocci. Nel 1596 iniziò a lavorare agli affreschi del salone del palazzo dei Conservatori in Campidoglio (Sala degli Orazi e Curiazi) che porterà a termine solo nel 1640. Principe dell'Accademia di San Luca nel 1599, ricevette importanti commissioni tra le quali la decorazione ad affresco della basilica lateranense e la decorazione a mosaico della cupola di San Pietro. Infine Paolo V Borghese gli affidò la direzione dei lavori per la cappella Paolina in S. Maria Maggiore. Dopo il 1610, tuttavia, iniziò il suo declino come grande decoratore ufficiale e l'artista si dedicò all'esecuzione di pale d'altare e quadri di cavalletto.