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Cavani, Liliana

regista cinematografica e televisiva italiana (Carpi, 1933). Segnalatasi in televisione con inchieste sociali e storiche (Storia del III Reich, 1962-63), passò con Francesco d'Assisi (1966) e poi con Galileo (1968) a biografie critiche intrise di attualità. Ai temi allegorico-spirituali della protesta dedicò in seguito I cannibali (1970) e L'ospite (1971) cui seguì Milarepa (1974). Nello stesso anno uscì il suo film più clamoroso: Il portiere di notte, sull'ambiguità del rapporto (anche sessuale) tra un carnefice nazista e la sua vittima, riproposto al di fuori del momento storico in cui nacque. Il successo ottenuto consentì alla Cavani imprese sempre più spericolate e spettacolari: Al di là del bene e del male (1977); La pelle (1981), affresco iperrealista della Napoli postbellica, dal romanzo di Malaparte; Oltre la porta (1982); Interno berlinese (1985), scandalo saffico nella Germania hitleriana, tratto da un romanzo del giapponese Tanizaki; Francesco (1989), dove torna ancora sulla figura del Poverello sottolineandone stavolta, più che l'aspetto di contestatore e fautore della giustizia, la religiosità assoluta. Del 1993 è Dove siete? Io sono qui, limpida analisi del rapporto fra due sordomuti. Chiamata dall' Opernhaus di Zurigo, ha portato in scena nel 1995 La cena delle Beffe di U. Giordano, riproposto poi nel 1999, ancora con la sua regia, al Teatro Comunale di Bologna. Nel 1996 è stata nominata membro del Consiglio di amministrazione della RAI, incarico che ha lasciato nel 1998. Del 2002 è Ripley's Game, thriller con protagonista J. Malkovich. Nel 2005 ha girato per la televisione lo sceneggiato De Gasperi. Prosegue anche nel 2007 la passione della Cavani per le vite di personaggi importanti, questa volta il film per la televisione è dedicato a A. Einstein.

"Per approfondire vedi Libro dell'Anno '99 pp 220-221" "Per approfondire vedi Libro dell'Anno '99 pp 220-221" .

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Liliana Cavani.