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Cenomaniano

agg. e sm. [da Cenomanum, nome latino della località francese di Le Mans]. Piano geologico basale del Cretaceo superiore, compreso tra Albiano e Turoniano; fu istituito da C. d'Orbigny nel 1852 in una serie detritica trasgressiva sul Giurassico e formata da argille e sabbie glauconitiche sormontate da sabbie, dette del Maine, caratterizzate dalla presenza di Acanthoceras rothomagense, e infine da marne sabbiose a ostriche e a rudiste. Nell'area centrale del Bacino di Parigi prevalgono invece facies più profonde, come indicano i calcari glauconiosi e la craie verte di Rouen, o le marne dell'Aube. In Inghilterra, nel bacino germanico e nell'Europa settentrionale il Cenomaniano è trasgressivo con progressivi passaggi a facies sempre meno costiere. Nell'Africa settentrionale si hanno depositi marini dovuti alla trasgressione cenomaniana, unico episodio di invasione marina della regione sahariana. In Italia il Cenomaniano è rappresentato ampiamente in numerosi tipi di flysch e in altre formazioni di facies geosinclinalica, nella formazione argillo-scistosa con torbiditi, di facies pelagica, degli scisti policromi della provincia tosco-umbra, nelle formazioni pelagiche calcareomarnose come la scaglia, con orizzonti di scisti neri bituminosi contenenti resti di pesci, nei calcari organogeni delle formazioni neritiche, a volte notevolmente fossilifere come a Capo d'Orlando presso Castellammare di Stabia e a Pietraroia nel Matese, giacimenti noti per l'abbondante fauna ittica.