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Cerano

comune in provincia di Novara (14 km), 127 m s.m., 32,10 km², 6665 ab. (ceranesi), patrono: Beato Pacifico (prima domenica di settembre).

Centro della bassa pianura novarese, situato alla destra del fiume Ticino; è compreso nel Parco Regionale della Valle del Ticino. Nel sec. IX fece parte della Contea di Bulgaria, appartenendo poi ai conti di Pombia e a quelli di Biandrate. Conteso in seguito fra Milano e Novara, fu distrutto da Galeazzo II Visconti nel 1356. Francesco Sforza lo diede in feudo ai Gallarati Scotti.§ L'abitato, molto rimaneggiato nei suoi monumenti principali, conserva la parrocchiale (sec. XV) a croce latina con tre navate, che custodisce un polittico del sec. XVI e una tela giovanile di Giovan Battista Crespi detto il Cerano (perché qui soggiornò a lungo). Sull'antica roggia Cerana (sec. XIII) che attraversa il paese sono ancora visibili due mulini.§ L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori tessile (cotone e lino), metalmeccanico, alimentare e dell'abbigliamento; è fiorente il commercio. L'agricoltura produce riso e foraggi per l'allevamento suino e bovino (con produzione lattiero-casearia).

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