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Cesalpino, Andrèa

botanico, medico e filosofo italiano (Arezzo 1519-Roma 1603). Professore dapprima all'Università di Pisa, fu poi a Roma, medico di Clemente VIII e professore al Collegio della Sapienza. Può considerarsi, con l'Aldrovandi e il Mattioli, l'iniziatore della botanica sistematica; stabilì un sistema di classificazione e di nomenclatura dei vegetali, esposto nel trattato De plantis libri XVI (1583), in cui descrisse 840 specie raggruppate in 15 classi. Il suo sistema si basava soprattutto sull'organizzazione del frutto, mentre il fiore è considerato solo un organo protettivo del seme. Altrettanto importanti i suoi studi medici riuniti nei Quaestionum peripateticarum libri V (1571), in cui segue una filosofia della natura di ispirazione aristotelica, riducendo però la dualità di forma e materia a un unico principio supremo, per cui si è accostata la sua concezione al pensiero di Spinoza. Ritenne che negli animali vi fosse un unico centro della vita localizzato nel cuore e, a sostegno di questa tesi, tentò di dimostrare, confutando le teorie di Galeno, che le vene originano nel cuore, punto nodale del movimento del sangue, e non nel fegato. Seguendo gli studi di Realdo Colombo, descrisse con esattezza il circolo polmonare e riconobbe anche l'esistenza di connessioni periferiche fra le vene e le arterie. Si è perciò sostenuto, non senza vivaci polemiche, la sua priorità su Harvey nella scoperta della circolazione del sangue.

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