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Cesiomaggióre

comune in provincia di Belluno (22 km), 479 m s.m., 82,04 km², 4084 ab. (cesiolini), patrono: santa Giuliana (16 febbraio).

Centro del Feltrino sul torrente Salmenega, affluente di destra del fiume Piave; compreso nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Già centro romano lungo la via Claudia Augusta Altinate, nel Medioevo fu dotato di castello (abbattuto agli inizi del sec. XV). Seguì le vicende storiche di Feltre, divenendo parte dei domini della Serenissima ai primi del Quattrocento.§ Nel territorio si trovano numerose ville signorili, databili tra il sec. XVI e il XVII. Tra esse, villa Corà , villa Zugni-Tarabini e villa Moro, adibita a scuola. La parrocchiale fu rimaneggiata e ampliata negli anni 1785-90 e restaurata nel 1957.§ Le attività industriali prevalenti sono nei settori meccanico, alimentare, edile, ottico, degli strumenti di precisione, della lavorazione del legno e dei metalli. L'agricoltura produce patate, foraggi, frutta (mele e pere); sono presenti attività di sfruttamento dei boschi e l'allevamento bovino. Si praticano le tradizionali attività artigianali della lavorazione del legno e del ferro e quelle legate al turismo.

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