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Châtillon (Aosta)

comune della Valle d'Aosta (25 km da Aosta), 549 m s.m., 39,77 km², 4712 ab. (chatillonesi, châtillonnais), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro della media valle della Dora Baltea posto in un'ampia conca sulle due sponde del torrente Marmore allo sbocco della Valtournenche. Popolato già nella tarda Età del Bronzo, stazione di un certo rilievo in epoca romana, nel Medioevo appartenne agli Challant. Alle storiche funzioni di centro commerciale si aggiunsero nel sec. XVIII quelle industriali, legate prima alle attività estrattive e metallurgiche e poi alla produzione di fibre tessili artificiali. Dal 1939 al 1946 si chiamò Castiglion Dora. § La cittadina conserva nel nucleo centrale antiche case dei sec. XVI-XVII. La parrocchiale di San Pietro, in posizione panoramica, fu rifatta in forme neoclassiche nel sec. XX, ma conserva l'originario campanile trecentesco. Accanto sorge il castello degli Challant, restaurato nel 1717. Sopravvivono tracce del ponte romano (risalente all'età augustea) che consentiva alla strada consolare delle Gallie di superare il torrente Marmore. § L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, patate, foraggi, uva) e l'industria, attiva nei comparti tessile, edile, dell'abbigliamento, del legno, delle materie plastiche ed estrattivo (marmo verde). Nel territorio opera una centrale idroelettrica. § Vi è nato il giornalista e scrittore Furio Colombo (1931). Nei dintorni sorge Pontey, paese che per lungo tempo visse grazie allo sfruttamento delle miniere di ferro del Mont Avic. In località Ussel, su un picco roccioso dominante la conca di Saint-Vincent, si trovano i ruderi di un altro castello, trecentesco, degli Challant; salendovi si incontrano i resti del castello des Rives, la prima residenza (sec. XIII) degli Challant.